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International taxation and Italian red tape

 

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Tecnologia e Finanza i driver per la ripresa economica in Europa

La Commissione VI Finanze presso la Camera dei Deputati ha avviato nei giorni scorsi, l’esame di un articolato pacchetto di misure per la finanza digitale, che è stato adottato dalla Commissione europea il 24 settembre 2020.

Si tratta di un’iniziativa di notevole rilevanza, tenuto conto della forte espansione del settore della finanza digitale, ulteriormente accelerata nel periodo della pandemia. L’applicazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione alle attività finanziarie ha infatti trasformato il modo tradizionale di fornire servizi bancari e finanziari e sta determinando l’ulteriore diffusione di innovativi servizi e modelli di business non solo da parte di istituzioni finanziarie consolidate, ma anche di nuovi operatori di mercato, tra cui le principali società tecnologiche. L’utilizzo delle nuove tecnologie nel settore finanziario pone una serie di sfide inedite in quanto se, da un lato, può apportare vantaggi in termini di efficienza e riduzione dei costi, dall’altro può comportare rischi in vari ambiti, tra cui la stabilità finanziaria e la protezione dei consumatori, che potrebbero aumentare ulteriormente a causa della frammentazione del panorama normativo nell’UE e degli sviluppi disomogenei nella regolamentazione del settore a livello mondiale. Nel novero delle nuove tecnologie rientrano, tra l’altro, le tecnologie di registro distribuito (distributed ledger technology), come ad esempio la “blockchain”. Una delle principali applicazioni di tali tecnologie è rappresentata dalle cripto-attività, che stanno assumendo particolare rilevanze nel settore della finanza digitale e nel cui ambito sono ricomprese le criptovalute (o valute virtuali). In tale categoria di attività inoltre è recentemente emersa una nuova sottocategoria, le cosiddette stablecoin, denominate altresì “criptovalute di seconda generazione” che, a differenza dei Bitcoin, lanciate nel 2009, soggetti alla volatilità del mercato nelle valutazioni, cercano di ancorare il loro valore di mercato a un riferimento esterno, ad esempio una valuta tradizionale. A livello UE la questione delle “stablecoin” è stata sollevata dal Consiglio dell’UE in una dichiarazione comune con la Commissione europea nel dicembre 2019. A giudizio della Commissione europea, sebbene il mercato delle cripto-attività rimanga di dimensioni modeste e non costituisca attualmente una minaccia per la stabilità finanziaria, la situazione potrebbe cambiare con l’avvento di stablecoin globali che mirano a una più ampia adozione mediante l’integrazione di caratteristiche volte a stabilizzarne il valore e lo sfruttamento degli effetti di rete derivanti dalle imprese che promuovono tali attività.

Il contesto pertanto è in piena evoluzione e a livello globale diverse banche centrali si stanno interrogando sulla possibilità di creare una valuta digitale. Nell’ultima riunione in videoconferenza del 25 marzo scorso, i membri del Vertice euro riuniti in formato inclusivo hanno approvato una dichiarazione con la quale hanno, tra l’altro, espresso sostegno in merito al proseguimento dell’attività esplorativa sulla possibile introduzione dell’euro digitale.

Questo dunque il quadro generale nel quale si colloca il pacchetto di misure proposto dalla Commissione europea accompagnato dal lavoro svolto nel contesto del Piano d’azione per le tecnologie finanziarie del 2018 e dai pareri del 2019 dell’Autorità bancaria europea (ABE) e dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), nonché da un’approfondita valutazione d’impatto condotta dalla Commissione europea.

Tra le considerazioni della Commissione Europea nel piano d’azione per le tecnologie finanziarie del 2018, c’è l’incarico all’Autorità bancaria europea (ABE) e l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) di valutare l’applicabilità e l’adeguatezza alle cripto-attività dell’attuale quadro normativo dell’UE in materia di servizi finanziari. Il parere, pubblicato nel gennaio 2019, sostiene infatti che sebbene alcune cripto-attività possano rientrare nell’ambito di applicazione della legislazione dell’UE, l’effettiva applicazione di quest’ultima a tali attività non è sempre semplice ed a questo proposito  c’è da sottolineare che il legislatore italiano, con il d.lgs. n 90/2017, è stato tra i primi in Europa a fissare la definizione di valuta virtuale, rilevante soprattutto ai fini della disciplina antiriciclaggio ponendo in risalto l’impiego delle valute virtuali quale mezzo di scambio, ovvero anche di investimento.

Gli orientamenti del pacchetto di misure sono illustrati in due comunicazioni:

  • la strategia in materia di finanza digitale;
  • la strategia in materia di pagamenti al dettaglio, in cui sono prospettate le principali azioni che dovranno essere adottate nei prossimi anni nei due ambiti di attività.

Nel quadro della Strategia in materia di finanza digitale sono stati già presentati due gruppi di proposte legislative di ampia e rilevante portata, che comprendono complessivamente quattro atti e che introducono:

  • una regolamentazione delle cripto-attività non disciplinate dalla legislazione europea in materia di servizi finanziari, nonché una disciplina sperimentale per consentire la negoziazione delle cripto-attività che rientrano nella legislazione sui servizi finanziari;
  • un’ulteriore armonizzazione delle principali prescrizioni sulla resilienza operativa digitale, ossia sulla capacità delle imprese di essere in grado di resistere a tutti i tipi di interruzioni e minacce legate alle tecnologie ICT.

La Strategia per la finanza digitale (COM(2020)591) delinea 4 priorità entro il 2024:

  1. affrontare la frammentazione del mercato unico digitale nell’ambito dei servizi finanziari, allo scopo di fornire ai consumatori europei l’accesso a servizi transfrontalieri e di aiutare le imprese finanziarie europee ad espandere la loro operatività digitale;
  2. garantire che il quadro normativo dell’UE agevoli l’innovazione digitale nell’interesse dei consumatori e dell’efficienza del mercato.
  3. creare uno spazio europeo di dati finanziari, che includa il potenziamento dell’accesso ai dati e della condivisione dei dati all’interno del settore finanziario;
  4. affrontare le nuove sfide e i rischi legati alla trasformazione digitale, anche al fine di proporre adattamenti dell’attuale quadro normativo in materia di servizi finanziari per quanto riguarda la protezione del consumatore e le norme prudenziali.

Per quanto concerne invece il nuovo quadro normativo in materia di cripto-attività, che si articola in due proposte di regolamento:

La proposta di regolamento relativo ai mercati delle cripto-attività (MiCA) COM(2020)593 che stabilisce norme uniformi per gli emittenti e i fornitori di servizi in cripto-attività non disciplinate dalla legislazione europea in materia di servizi finanziari (in cui rientrano le citate stablecoin, per le quali sono previsti requisiti e tutele più rigorosi), nonché norme e misure a tutela dei consumatori per prevenire gli abusi di mercato ed in particolare provvede a regolare in maniera specifica l’offerta di tre particolari categorie di cripto-attività:

  • token collegati ad attività, che mirano a mantenere un valore stabile ancorandosi a diverse monete aventi corso legale, a una o più merci, a una o più cripto-attività o a un paniere di tali attività;
  • token di moneta elettronica, destinati a essere utilizzati principalmente come mezzo di pagamento e che mirano alla stabilizzazione del valore ancorandosi a un’unica moneta fiduciaria;
  • cripto-attività diverse dai token collegati ad attività o dai token di moneta elettronica (other than asset-referenced token or e-money token), nel cui ambito, residuale rispetto alle due precedenti categorie, rientrano gli utility token, che, sulla base della definizione contenuta nel regolamento, sono un tipo di attività destinato a fornire l’accesso digitale a un bene o a un servizio, disponibile mediante DLT, ed accettato solo dall’emittente di tale token.

In merito a queste attività il regolamento fissa i requisiti per l’offerta distinguendoli in relazione alle differenti categorie. In particolare, l’emittente delle cripto-attività diverse dai token collegati ad attività o dai token di moneta elettronica ha l’obbligo di stabilimento sotto forma di persona giuridica nell’UE e di redigere un White Paper che non sarà soggetto a una procedura di approvazione preliminare da parte delle autorità competenti, ma soltanto a loro notificato prima della pubblicazione. Tra le categorie esentate dalla pubblicazione di un White Paper sono menzionate quelle create automaticamente tramite mining a titolo di ricompensa per il mantenimento della DLT per la convalida delle operazioni.

Gli emittenti di token collegati ad attività saranno, invece, soggetti a requisiti più rigorosi, in quanto devono essere costituiti sotto forma di soggetto giuridico stabilito nell’UE ed essere autorizzati, presentando all’autorità nazionale competente una domanda, contenente anche il White Paper (che deve contenere ulteriori informazioni rispetto a quanto previsto per la categoria precedente).

Anche gli emittenti di token di moneta elettronica  saranno soggetti a requisiti più rigorosi, in quanto devono essere autorizzati come ente creditizio o “istituto di moneta elettronica”, rispettare i pertinenti requisiti applicabili agli istituti di moneta elettronica e pubblicare un White Paper con requisiti aggiuntivi da notificare prima della pubblicazione all’autorità competente. La disciplina che il regolamento detta per questa specifica categoria è determinata dalla particolare natura di tali attività molto simili alla moneta elettronica; per questo, si prevede una disciplina volta a far sì che i possessori di token di moneta elettronica ricevano un credito sotto forma di diritto a ottenere in qualsiasi momento il rimborso dei loro token di moneta elettronica al valore nominale della moneta fiduciaria di riferimento.

 

Obblighi ancora più rigorosi sono, inoltre, previsti per token collegati ad attività e di moneta elettronica definiti significativi (a causa della clientela potenzialmente ampia dei loro promotori e azionisti, del livello potenzialmente elevato della loro capitalizzazione di mercato, delle possibili dimensioni della riserva di attività a garanzia del valore di tali token).

In questo regolamento sono inoltre contenute disposizioni in merito ai fornitori di servizi per le criptoattività, definiti come “qualsiasi persona la cui occupazione o attività consiste nel prestare a terzi uno o più servizi per le cripto-attività su base professionale”. A tutti i fornitori di servizi per le cripto-attività si applicano una serie di requisiti, e sono previsti anche requisiti specifici in base al tipo di servizio offerto. I servizi per le criptoattività devono essere forniti solo da persone giuridiche che hanno la sede legale in uno Stato membro dell’UE e autorizzate (dopo presentazione di una domanda) da un’autorità nazionale competente, così da poter operare in tutto il mercato unico dell’UE, beneficiando quindi di un cosiddetto “passaporto UE”. La proposta contiene inoltre disposizioni in merito ai poteri e alle competenze delle autorità nazionali competenti, dell’Autorità bancaria europea (ABE) e dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA).

La proposta di regolamento relativo ad un regime pilota DLT COM (2020) 594 definisce invece un regime di sperimentazione temporanea (della durata al massimo di cinque anni) per consentire alle infrastrutture di mercato (sedi di negoziazione o depositari centrali di titoli) che operano con tecnologie DLT la negoziazione e il regolamento delle operazioni in cripto-attività che rientrano nella legislazione dell’UE sui servizi finanziari (e quindi qualificabili come security token). Nello specifico, il regime pilota deroga alla disciplina vigente applicabile alle infrastrutture di mercato attraverso una temporanea esenzione da alcuni requisiti specifici previsti dalla legislazione stessa. Tale normativa, infatti, non essendo stata concepita tenendo conto della DLT e delle cripto-attività, non consentirebbe il pieno sviluppo di soluzioni per la negoziazione delle operazioni in cripto-attività, che rientrano nella definizione di strumenti finanziari.

Si prevede, pertanto, un approccio graduale per la definizione di un primo quadro regolatorio di sperimentazione, nella prospettiva di un adeguamento complessivo della regolamentazione degli strumenti finanziari. Gli operatori cui si applica (imprese di investimento, gestori del mercato, depositari centrali di titoli) potranno gestire un’infrastruttura di mercato che utilizza la tecnologia DLT (un sistema multilaterale di negoziazione DLT o un sistema di regolamento titoli DLT) e prestare i loro servizi in tutti gli Stati membri. Sono stabiliti uniformi requisiti operativi (e le eventuali esenzioni), una procedura di autorizzazione e un sistema di vigilanza.

Inoltre anche il nuovo quadro normativo in materia di resilienza operativa digitale si articola in due proposte legislative:

  1. La proposta di regolamento DORA (Digital operational resilience act) COM(2020)595 introduce regole più rigorose in materia di gestione dei rischi delle tecnologie ICT e segnalazione di incidenti ad esse connessi, nonché di sorveglianza sui fornitori di servizi. Le entità finanziarie dovranno predisporre un quadro per la gestione dei rischi relativi alle ICT che consenta di affrontare i rischi in maniera rapida ed efficiente, assicurando un elevato livello di resilienza operativa digitale corrispondente alle esigenze, alle dimensioni e alla complessità delle loro attività commerciali. Devono anche stabilire e attuare un processo di gestione per monitorare e registrare gli incidenti connessi alle ICT per classificarli e determinarne l’impatto e segnalarli alle autorità competenti se ritenuti gravi. Devono altresì predisporre un programma di test di resilienza operativa digitale, che prevede l’esecuzione di una serie di test periodici, anche al fine di identificare punti deboli, carenze o lacune, nonché verificare la capacità di attuare tempestivamente misure correttive. Devono poi adottare una strategia per i rischi derivanti da terzi, considerato che le società finanziarie dipendono sempre più da società tecnologiche non finanziarie per i loro servizi ICT. I fornitori terzi di servizi di ICT critici saranno inoltre sottoposti a un quadro di sorveglianza dell’Unione.
  2. Mentre la proposta di direttiva COM(2020)596 è volta a modificare le direttive vigenti in materia di servizi finanziari, per lo più per necessità di adeguamento della disciplina concernente i requisiti in materia di rischio operativo e di gestione del rischio al nuovo regolamento DORA, ma anche per aggiornare la definizione di “strumento finanziario” includendo gli strumenti emessi utilizzando la tecnologia DLT.

Da ultimo è declinata la Strategia per i pagamenti al dettaglio con azioni volte a promuovere i pagamenti istantanei e le soluzioni di pagamento in tutta l’UE. Secondo la Commissione, il mercato dei pagamenti dell’UE è ancora eccessivamente frammentato lungo i confini nazionali, poiché la maggior parte delle soluzioni di pagamento nazionali basate su carte o pagamenti istantanei non funzionano a livello transfrontaliero, a vantaggio di pochi grandi operatori globali, comprese le grandi reti mondiali di carte di pagamento e i grandi fornitori di tecnologia, che dominano l’intero mercato dei pagamenti transfrontalieri intraeuropei. La Strategia delinea pertanto quattro priorità (con le relative azioni principali) per fornire servizi di pagamento sicuri, rapidi e affidabili ai cittadini e alle imprese europei, realizzare nell’UE un sistema di pagamenti al dettaglio pienamente integrato, comprendente anche soluzioni di pagamento transfrontaliero istantaneo, e favorire altresì i pagamenti in euro tra l’UE e altre giurisdizioni e l’emergere di soluzioni di pagamento nazionali e paneuropee:

  1. fornire soluzioni di pagamento sempre più digitali e istantanee di portata paneuropea. In tale ambito la Commissione afferma di mirare alla piena diffusione dei pagamenti istantanei nell’UE entro la fine del 2021 (un “pagamento istantaneo” è un trasferimento elettronico al dettaglio con accredito dei fondi sul conto del beneficiario in pochi secondi, anziché in uno o più giorni lavorativi);
  2. garantire mercati innovativi e competitivi dei pagamenti al dettaglio, ossia pagamenti di importo ridotto eseguiti dalle famiglie, dalle imprese e dalla pubblica amministrazione;
  3. assicurare sistemi di pagamento al dettaglio efficienti e interoperabili e altre infrastrutture di sostegno;
  4. garantire pagamenti internazionali efficienti, anche per le rimesse.

In conclusione, ritengo che il pacchetto di proposte all’esame della commissione, connotato da un contenuto estremamente tecnico, rivesta particolare rilevanza e attualità e sarà opportuno effettuare valutazioni sulla tematica dei rapporti tra cripto-valute e fiscalità, tenendo conto che in Italia non esistono disposizioni fiscali specifiche in materia, bensì norme di principio che identificano le tipologie di introiti sui quali occorre pagare le imposte sui redditi.

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Digital Finance and Tax Reform will be the topics of next week

 

Happy Mother’s Day!

Digital Finance and Tax Reform are the topics of the week.

Big stuff isn’t it? Enjoy my weekly video 📼!

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What is the real economy really?

Hello! How are you?

Are gardening tools and finance connected? Let’s talk 🗣 about it!

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What happened this week in the Italian parliament?

 

Good afternoon!

Finally enjoying the garden and you? There’s an active debate about investments in the real economy in Italy.

Some solutions might work, some might not. Cheers!

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The Chamber of deputies voted the motion about Borsa Italiana

Hi! How are you? We finally voted the motion about Borsa Italiana. Please find some thoughts 💭!

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Consob pulled down 421 pirate websites thanks to a League’s amendment. A great result for these protection of savers and investors

 

Good afternoon!

How are you? What is the impact of the laws we make? Let’s see an example.

Cheers!

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Startup: let’s look forward togheter

Good Evening by giuliocentemero on giuliocentemero.com.

The Law Decree 4 of 2015 and the subsequent Ministerial Decree 33 of 2015 allowed the so called Innovative Startups to be incorporated through an online procedure. Sentence 02643 of 2021 by the Council of State, the last degree of the administrative justice, accepted the appeal of the Notarial council and excluded this possibility.
Although this doesn’t have a huge economic impact on the ecosystem it represents a step behind in the digitalisation of the country and creates additional red tape. How can we attract talents and investors if we add instead of removing obstacles. Furthermore I think also that the professional figure of the Notary Public should evolve along with new technologies. Let’s look forward together.

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‘Dl Sostegni’: an excellent result thanks to the League

 

Good evening by Giulio Centemero on Giuliocentemero.com.

Last week as a committee we had to issue our opinion about the recovery plan: personally I insisted to include a specific condition aimed at capitalizing enterprises, asking in particular to prolong tax credit for IPO costs and implementing it also for the crowdfunding sector.
Equity markets are fundamental for recovery and for the lifecycle of enterprises from A to Z. The so called “sostegni” Decree was issued by the government and many suggestions of the league were put into it especially the increase of beneficiaries and simplification of the procedures. Consider also that this decree consists in 11billions measures while the Conte bis government allocated about the same amount in five decrees.

Thank you for your attention and see you next week always on giuliocentemero.com.