Categories
Videos

Il nostro settore produttivo ha davvero bisogno che la politica faccia la propria parte!

 

 

 

 

 

 

Buongiorno a tutti da Giulio Centemero su giuliocentemero.com.

 

Come avete visto sui giornali i tentativi esplorativi di Fico sono falliti e il mandato è stato assegnato a Mario Draghi che ha accettato con riserva ed effettuato il primo giro di consultazioni e ne effettuerà un secondo la settimana entrante. Come primo partito Italiano ci siamo messi a disposizione al fine di avere un serio piano vaccinale e di riapertura delle attività, per evitare nuove imposte tra cui la patrimoniale su casa o conti corrente, anzi per diminuire il peso fiscale, per sbloccare i cantieri e realizzare le opere e per riformare la giustizia civile che è preda di innumerevoli lungaggini. Insomma crediamo in una ripresa fondata su meno tasse, meno burocrazia, più sviluppo e lavoro. Spero davvero che i giorni dello statalismo del Conte bis siano finiti per sempre, ora il nostro settore produttivo ha davvero bisogno che la politica faccia la propria parte.

Categories
Business Economy Economy and International relations Finance, business, entrepreneurship politica

Centemero (LEGA). Domani finalmente in aula Mozione su Borsa Italiana. IL Governo non scappi e dica se esiste un progetto vero per l’Italia

 

Al di là della recente acquisizione da parte di , il nostro impegno non si ferma. Le scelte di oggi peseranno sull’orizzonte futuro e sarebbe pertanto auspicabile una messa in sicurezza della progettualità e del percorso intrapreso, a supporto della competitività globale del sistema economico e produttivo italiano. Il timore che abbiamo è che il governo guardi all’operazione solo in una prospettiva di potere e poltrone che nulla ha a che vedere con progettualità future. Quanto è avvenuto con Borsa è la metafora di come vengono gestite le cose dalla maggioranza. Scelte che avrebbero bisogno della massima condivisione, anche perché vengono utilizzati i soldi dei libretti postali degli italiani, sono gestite col “favore delle tenebre” per citare il Presidente Conte.” Queste le parole del deputato Giulio Centemero, capogruppo in Commissione Finanze alla Camera, con le quali anticipa la mozione che verrà presentata domani in aula su Borsa Italiana.

Non ho nulla da eccepire rispetto al progetto di Euronext, ma ci sono indubbiamente dei punti che vanno chiariti per scongiurare perdite di spazi economici per gli operatori domestici in molti settori strategici, come spesso evidenziato dal Copasir.
Quali sono dunque i progetti di crescita e gli investimenti per le società del gruppo? Quale la percentuale di 250 milioni di utili (ante imposte) sarà reinvestita ogni anno?
Auspico una presa di posizione da parte dell’Aula, delle forze di opposizione e di maggioranza affinché l’impegno vada oltre le parole del Presidente Conte pronunciate qualche giorno fa in Piazza Affari, e si traduca invece in una risposta concreta ai bisogni dell’Italia” conclude Centemero.

Categories
Videos

Cade o non cade!?!

 

 

Buona sera a tutti da Giulio Centemero su giuliocentemero.com. Cade o non cade? Chi lo sa ma intanto il ministro Gualtieri ha annunciato che per la quinta volta da quando la Pandemia ci ha colpito il governo chiederà un ulteriore scostamento, ovvero maggior deficit. Martedì finalmente si voteranno le diverse mozioni presentate sulla cessione di Borsa Italiana alla Camera dei deputati: lo faremo dopo la definizione del deal che vede la partecipazione anche di CDP, partecipata pubblica. Inutile dire che il parlamento andava coinvolto prima, ma questo è l’andazzo ai tempi del Conte bis. Farò la dichiarazione di voto per il gruppo della Lega e ricorderò quanto sinora fatto dalla Lega per difendere e sviluppare il nostro settore finanziario, dai poteri assegnati a Consob fino alla detassazione per investimenti in ELTIF (poi trasformati in PIR alternativi), dall’aver evitato la tassazione dei CFD all’aver alzato la voce per denunciare l’iniquità della Tobin Tax applicata asimmetricamente nell’UE. Questa sarà una settimana interessante.

Categories
Videos

On Budget Law, Taxes and the Italian Public Debt

 

Good evening everybody by giuliocentemero on giuliocentemero.com.
This government is implementing a budget law that unfortunately will increase public debt and taxes. The problem is clearly related to the lack of vision and skills of this government. In the budget law fortunately the League already obtained some useful measures. First of all a blank tax year for self employed workers and freelancers funded by a billion euro; 2) the extension of the exapansion labour agreement to companies with more than 250 employees, instrument helpful for the generational turnover within corporate reorganizations; 3) the exemption of the vat payment for non profit organizations and 4) the postponement of the sugar tax to the first January 2022.

 

_______________________________________________________________________

Buona sera a tutti da Giulio Centemero su giuliocentemero.com.
Questo governo sta impostando una legge di bilancio che incrementa il debito pubblico e anche le imposte. Purtroppo. Il problema è chiaramente quello di una mancanza di visione e di capacità. Nella manovra per fortuna però la Lega è già riuscita ad ottenere alcune misure utili.

Innanzitutto un anno bianco fiscale per i lavoratori autonomi e i professionisti finanziato con un miliardo e che prevede lo stop al pagamento dei contributi previdenziali per le partite iva;

2) l’estensione del contratto di espansione alle imprese sopra i 250 dipendenti, strumento che favorisce la staffetta generazionale e lo scambio virtuoso per le riorganizzazioni aziendali;

3) il mantenimento dell’esenzione del pagamento IVA per le no profit e

4) la proroga della sugar tax al primo gennaio 2022.

Categories
Videos

La Lega riporta centrale il Parlamento, mentre la maggioranza….

Buongiorno a tutti da Giulio Centemero su Giulio Centemero.com.
Durante la settimana appena trascorsa sono state approvate due importanti misure proposte dalla Lega presso la Camera dei deputati: il progetto di legge sul florovivaismo e un emendamento che impone un passaggio parlamentare nella definizione della zona economica esclusiva.
Il primo progetto prevede la creazione di un testo unico del settore, oltre che finanziamenti specifici e percorsi didattici che sensibilizzino rispetto temi ambientali. E’ insomma una norma che mette ordine e incentiva un segmento importante della nostra economia reale.
La seconda, introdotta da un emendamento del collega Formentini, fa in modo che non si possa scavalcare il parlamento per far approvare rimodulazioni dei confini marittimi.
Al di là del contenuto specifico delle due norme la Lega dà una dimostrazione di democrazia pur dall’opposizione riportando centrale il parlamento su provvedimenti che interessano la vita dei cittadini in un periodo in cui i DPCM, gli annunci e lo scaricabarile la fanno da padrone.

 

Categories
Sin categoría

Centemero (Lega). Conte dice che serve un governo voluto dal popolo in Libano? Urgente anche in Italia!

Il premier Conte, con più di un mese di ritardo, è a Beirut e tramite la testata francofona l’Orient le Jour indica ai libanesi la via democratica: serve un governo che goda della fiducia popolare. È incredibile che tali parole vengano pronunciate proprio da colui che non è stato votato da nessuno, ha esautorato il Parlamento delle sue funzioni a colpi di Fiducia e DPCM e continua a procrastinare la data di possibili elezioni sono per inutili giochi di potere che stanno danneggiando il Paese. Caro Conte, sii coerente, dimettiti. Anche l’Italia ha bisogno di un governo che goda del mandato popolare.” Così Giulio Centemero, capogruppo Lega in commissione Finanze e membro dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo

Categories
Sin categoría

Tlc, Lega: “Patto segreto con la Cina, il Governo chiarisca”

 

Roma, 21 agosto 2020 – “Se esiste un patto segreto con la Cina per svendere i nostri dati e la nostra sicurezza il Governo deve chiarire in Parlamento. Come rivela oggi La Verità, PD e M5S hanno volutamente secretato i contenuti di un Dpcm del 7 agosto con cui si autorizzano i cinesi di Huawei a mettere le mani sulle nostre reti tlc, alla faccia del Golden power. Da una parte Conte ha bloccato la firma tra Tim e gli americani di Kkr, dall’altra Di Maio prepara la calata del ministro degli esteri cinesi in Italia a settembre.
Evidentemente PD e M5S hanno deciso di stare fuori dalla Nato, e ovviamente noi faremo di tutto per smascherare questo piano suicida.
Che a questo governo la democrazia non piacesse lo avevamo capito da tempo, ma che con un dpcm si vincolasse l’intero paese a soggiacere al volere dell’imperatore Xi e ad abbandonare le democrazie europee e atlantiche è un fatto troppo grave per essere taciuto.
Si tratta di temi troppo importanti per costituire (solo) oggetto di un decreto: non è accettabile che il nostro Paese venga svenduto al miglior offerente.
Siamo certi di un pronto intervento del Copasir”

Lo dichiarano i deputati leghisti Massimiliano Capitanio, Segretario della Vigilanza Rai e membro della Commissione Trasporti, Poste e Tlc e Giulio Centemero, capogruppo in Commissione Finanze, Alessandro Morelli, responsabile Editoria e innovazione tecnologica, annunciando una interrogazione alla Camera

 

 

Categories
Economy politica

Centemero (Lega). Estensione credito d’imposta IPO: il secco no di Gualtieri

Centemero (Lega). Estensione credito d’imposta IPO: il secco no di Gualtieri.

“Dopo la bocciatura dell’emendamento al Decreto Liquidità che avrebbe esteso il credito d’imposta per i costi di quotazioni a tutte le società che decidono di quotarsi e alle piattaforme di equity crowdfunding, giunge un altro no da parte del ministro che durante il question time in commissione finanze adducendo motivazioni di carattere meramente burocratico e stilistico.
La maggioranza non solo si dimostra miope e incosciente, ma antepone i propri limiti ideologici e partitici alle reali necessità del Paese.”

Categories
Sin categoría

Giulio Centemero (Lega). Intervento in Aula. Fiducia Dl Liquidità.

 

 

“Grazie Presidente, Onorevoli Colleghe, Onorevoli Colleghi,

Signor Ministro,

 

devo confessarvi di provare una certa difficoltà. Sì, perché nelle mie intenzioni – ormai disilluse dai fatti – c’erano quelle di volermi compiacere con il Governo per un Decreto che finalmente avrebbe portato liquidità alle imprese.

Avevo creduto finanche alle parole del Ministro Gualtieri pronunciate durante la l’Audizione alle Commissioni riunite: “Le misure contenute in questo decreto sono state fin dall’inizio della crisi uno degli assi della strategia del Governo, in linea peraltro con quanto fatto negli altri Paesi”.

Signor Ministro – mi dispiace dover rompere il suo incantesimo economico – ma le misure contenute in questo decreto saranno l’inizio della fine della vostra strategia di Governo. Non solo perché mancano di una coerenza organica di applicazione – cosa ampiamente dimostrata fin dai primi giorni dagli Istituti di credito e dai malcapitati cittadini in coda agli sportelli … – ma soprattutto perché gli altri Paesi non hanno nessuna intenzione di allinearsi al Suo “Decreto Illiquidità”.

Peraltro, non posso non citare le imbarazzanti dichiarazioni del presidente del Consiglio (d’ora in avanti l’Avvocato Stranamore) all’indomani dei ritardi nell’erogazione dei prestiti, allorquando chiedeva: “Un atto d’amore al mondo bancario, per l’Italia, per i cittadini italiani, per le imprese”.

Un atto d’amore? Incredibile! L’atto d’amore cui fa riferimento il presidente del Consiglio è la sottoscrizione di un debito.   Lo Stranamore appunto.

Significante e significato contrastano nell’inganno semantico che voi chiamate “Misure per il sostegno alla liquidità delle imprese”.

Per intenderci, non stiamo parlando di erogazioni a fondo perduto, di trasferimenti, né di sospensioni a compensazione di debiti, ma della possibilità di indebitarsi ulteriormente per continuare a lavorare con dignità.

Ecco da dove nascono le mie disillusioni.

Dalla incapacità del Governo di avere una visione d’insieme. Dalla presunzione di poter aiutare le imprese, senza avere la benché minima umiltà di ammettere che la strategia di cui parlate è sbagliata sia nel metodo che nel merito.

Con molta franchezza penso che il Decreto Liquidità sia una nuova occasione persa, ho sempre definito questo governo come il governo delle occasioni perdute: lo testimoniano i tanti, troppi decreti attuativi ancora non redatti e relativi a norme approvate durante il governo lega / 5 stelle che avrebbero stimolato i canali della Finanza Alternativa al canale bancario, lo testimoniano anche le autorizzazioni mai chieste alla DG COMP, lo testimonia il fatto che lo spazio concessoci sul de minimis non sia stato colto a pieno, basti ad esempio pensare alla convertibilità delle DTA in crediti d’imposta, un semplice esercizio contabile che avrebbe capitalizzato i bilanci delle nostre imprese e permesso loro di conservare liquidità in un momento in cui, e lo dimostra l’andamento dei mercati in questo periodo: CASH is KING.

Mi chiedo – anzi, vi chiedo: perché mai le imprese dovrebbero indebitarsi quando ci sono ancora 6 miliardi di crediti arretrati che devono ricevere dallo Stato? E ancora, perché le imprese dovrebbero accettare la sottoscrizione di un debito se aspettano ancora di sapere se, come, e quando verranno riconosciuti loro i maggiori costi dovuti alla pandemia da Covid-19.

L’incoerenza di fondo – subdola e ambigua – risiede nella vostra ostinazione di chiamare “Liquidità” ciò che è garanzia pubblica, e “sostegno alle imprese” ciò che è pura propaganda politica. Non state sostenendo le imprese.

Grandi, medie e piccole aziende hanno dovuto chiudere per cause di forza maggiore, non per volontà propria e stanno piano piano riaprendo in base ai ritmi scanditi dallo Stato: hanno subìto perdite di fatturato, di patrimonializzazione, di credibilità finanziaria e rischiano di chiudere definitivamente. Rischiano di fallire!!! Perché gli adempimenti tributari e fiscali non sono stati cancellati, sono stati solo sospesi e prima o poi arriverà la mazzata finanziaria: il bazooka dell’Avvocato Stranamore sarà rivolto contro e non a favore dell’Economia Reale. Perché non è stato fatto alcuno sconto sui costi fissi di gestione, alcun azzeramento, mentre la riapertura, specie per commercianti, artigiani, albergatori, ristoratori, etc., significa minor incassi giornalieri, e maggiori costi per la gestione Covid.

E di fronte a tutto ciò alcuni membri del governo pensano a creare un esercito di delatori, giustificando la cosa forse con una pessima interpretazione del pensiero keynesiano; una cosa che fa riaffiorare in me ricordi d’infanzia, di quando andavo in Romania a trovare i miei nonni negli anni ’80, e si aveva paura a parlare perché il vicino avrebbe potuto riferire chissà cosa alle autorità.

L’economia però cresce solo se c’è fiducia, e gli italiani hanno dimostrato di essere responsabili. FIDIAMOCI.

I dati, a proposito di fiducia, ci dicono che l’80% delle piccole imprese, ha preferito non chiedere il prestito, perché dinanzi alla prospettiva di non incassare nulla, di fatturato zero, preferiscono non indebitarsi ulteriormente.

Anche Banca d’Italia, durante le Audizioni in sede referente, ha osservato – cito testualmente: “Nell’esaminare l’intervento emergono alcuni aspetti critici relativi all’allocazione dei fondi pubblici, alla qualità dei finanziamenti garantiti e all’ammontare effettivamente concedibile di garanzie. Si tratta di aspetti che riflettono soprattutto la difficoltà di conciliare le esigenze di rapidità d’azione con quelle di controllo di efficacia e di legalità”.

Tradotto in altri termini, significa non solo che gli effetti a medio termine dipenderanno dalle prossime misure di politica economica, ma che una buona parte delle perdite subite dalle imprese non sarà recuperabile perché non tutti i debiti saranno immediatamente saldati al termine dell’emergenza sanitaria.

Ne risentiranno soprattutto la credibilità finanziaria delle imprese, la loro vulnerabilità e, più di ogni altra cosa, la loro capacità di intraprendere gli investimenti necessari per accelerare la ripresa economica.

Avete previsto che il rimborso del finanziamento fino a 25.000 euro – ora elevato a 30.000 euro grazie al contributo della Lega in Commissione – non avvenga prima di 24 mesi dall’erogazione e che non possa essere utilizzato per compensare alcun prestito preesistente.

Bene, peccato che la realtà sia cosa ben diversa rispetto alle vostre confuse e tardive intenzioni. Perché?

Alcune banche hanno inserito clausole e condizioni che non sono in nessun modo previste o richieste dalla legge. Ad esempio, due istituti hanno domandato al potenziale soggetto beneficiario se in passato avesse già chiesto facilitazioni ad altre banche (cosa non prevista dalla norma).  Un’altra Banca ha risposto che la concessione del finanziamento sarà subordinata alla conversione in legge del decreto. Altre ancora hanno già usato parte dell’erogazione per sanare posizioni pregresse e sofferenti, in alcuni casi con esplicite note nei siti aziendali.

L’ABI ha dovuto diffondere tempestivamente una Circolare riassuntiva e semplificata con tutte le procedure e le regole emanate per fornire orientamento a imprese e professionisti, proprio perché è un Decreto debole nei contenuti e farraginoso nelle procedure.

Le Banche stesse lo han dovuto dichiarare; lo hanno – di fatto – certificato rispondendo ad un questionario inviato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta: diniego a 3 prestiti su 4: Mole di documenti e procedure complesse per chi, entrato in filiale, ha provato a chiedere il prestito, con alcuni istituti che “consigliavano” ai propri clienti nei primi giorni di usare il prestito per chiudere pendenze e fidi aperti così da mettersi a riparo da eventuali insolvenze. Ecco perché abbiam voluto presentare emendamento sul punto…. Perché ci siam battuti affinché “nero su bianco” fosse esplicitamente previsto che tale prestito non dovesse esser utilizzato per saldare precedenti prestiti ancora in corso.

È chiaro, alla situazione emergenziale avete aggiunto ulteriori disagi, lungaggini, clausole, moduli, interpretazioni, ritardi, definizioni, rinvii, insomma un disordine che ha acuito ancor di più le gravi e preoccupanti difficoltà che da oggi in avanti gli imprenditori italiani si troveranno di fronte.

Un’entropia testimoniata anche da litigi tra membri dello stesso partito di maggioranza di fronte alle commissioni riunite e culminati persino con inopportuno turpiloquio.

Perché è fra il linguaggio e metalinguaggio, che risiede la vostra manchevolezza. Uno spazio che richiama un tetracordo.

La CGIA di Mestre ha definito la questione liquidità per le piccole imprese “dirimente”, pregandovi di cambiare registro perché anche “coloro che hanno lavorato negli ultimi tre mesi faticano ad incassare le proprie spettanze”.

Il Consiglio nazionale dei Commercialisti ha invocato delle vostre ulteriori riflessioni per quanto riguarda i versamenti e gli adempimenti tributari, con l’assoluta necessità di sospendere ulteriormente i termini di scadenza – quanto meno fino all’autunno 2020 – e che riguardi, oltre che le ritenute, anche i contributi previdenziali, i premi assicurativi e l’IVA da versare in autoliquidazione, prevedendo forme di pagamento rateali più lunghe. E forse è proprio perché i professionisti si sono azzardati a dare alcuni suggerimenti che sono stati esclusi dai famosi 600 Euro.

Bisogna avere il coraggio di realizzare una nuova pace fiscale, realizzare la flat tax per le imprese e completare quella per le persone fisiche. Avere la lungimiranza e la fiducia che un nuovo e diverso rapporto tra contribuente e fisco, non solo è possibile ma addirittura auspicabile. Da un lato stimolerebbe la crescita e lo sviluppo economico (i soldi risparmiati dai contribuenti sarebbero in buona parte spesi), dall’altro servirebbe ad abbattere l’evasione in quanto risulterebbe meno conveniente evadere.

Bisogna avere il coraggio di riscrivere e ripensare le misure a sostegno della ripresa: indebitamento bancario e bonus di cifre irrisorie (600€) e in modalità click day “chi tardi arriva male alloggia” (limite di spesa oltre il quale non vengono prese in considerazione più domande) serviranno solo a prolungare -ma non di molto- l’agonia del nostro sistema economico-produttivo. Non lo dice Centemero! Non lo dice la Lega! Lo dicono gli imprenditori, i commercianti, gli artigiani, i liberi professionisti…. lo dicono i numeri: 6 attività su 10 lo scorso 18 maggio non ha riaperto; il 68% degli intervistati per un sondaggio condotto da SWG per Confesercenti ha spiegato che la riapertura -tra nuovi costi per sanificazioni e misure di sicurezza e vecchi costi di gestione immutati- non risulta essere conveniente ed il 36% degli imprenditori intervistati ha detto che di questo passo sarà costretto a chiudere.

Va vivacizzata la Finanza Alternativa, i canali alternativi al credito bancario, i mercati dell’equity! Siamo nel 2020 e non si possono adottare le medesime ricette degli anni 50.  Abbiamo per esempio presentato un ‘emendamento a costo zero per estendere il credito d’imposta sui costi di IPO anche al equity crowdfunding e a tutte le aziende che si quotano… e invece NIET! Per voi… bisogna indebitarsi!

E il Presidente Conte, avvocato del popolo prestato alla politica, non ha fatto nulla per aiutare l’Italia e gli Italiani.

Perché non è con i suoi richiami ai sentimenti e ai buoni principi che gli italiani pagheranno le prossime scadenze fiscali o le prossime rate del mutuo. Non è con le sue conferenze stampa del sabato sera che gli italiani arriveranno a fine mese. Non è con la sua commozione o con gli appelli alla solidarietà comune che saremo in grado di rialzarci.

Perché gli italiani non hanno bisogno di Lei e tanto meno di chi fa solo il proprio interesse o si piega alle logiche di potere. Gli italiani, che lei vuole monitorare, vigilare, e che ha privato per mesi della propria libertà, ce la faranno da soli e da soli vi manderanno a casa. Saranno e saremo così liberi, finalmente, di scegliere da chi essere governati.

Per tali ragioni la Lega, convintamente, voterà NO alla fiducia”.

Categories
Business Economy and International relations Personal Blog politica Press

DEF. Da Conte e Gualtieri calcoli spannometrici e previsioni approssimative

 

 

 

E’ incredibile come l’avvocato di Voltura Appula, da accademico prestato alla politica, sia passato in poco tempo dall’essere il mite ed ecumenico mediatore del Governo Lega  – 5 stelle, all’ago della bilancia di un precario equilibrio fatto a colpi di Twitter tra le belle anime del suo Governo centrale. Pensare che fino a due anni fa, buona parte dell’Italia ignorava la miracolosa ascesa dell’avvocato del popolo, che ci sta indebitando a tal punto da portarci sulla via del non ritorno.
Ma siccome i colpi di scena fanno parte dei coreografici e teatrali interventi di Conte e al peggio non c’è mai una fine, ci siamo trovati proprio in questi a leggere attentamente il DEF, che oggi arriverà in Aula con lo scostamento di bilancio.
Fin qui tutto bene, non fosse che è previsto un incremento del deficit di 55 miliardi, mentre secondo i tecnici del MEF il 2020 si chiuderà con un saldo netto da finanziare di 155 miliardi di euro. Premetto che la matematica non è un opinione e che non sempre i due numeri convergono esattamente. Ma la differenza tra i due addendi? Udite, Udite! Sarà la zavorra che ci porteremo sul “groppone” per i prossimi anni e che blinderà la nostra economia. Insomma hai nostri figli lasceremo in eredità questo capitolo triste della nostra storia che non sarà facilmente dimenticato a causa dell’ingente debito che ricadrà indistintamente sulle nuove generazioni.
Ma non è finita. Si attende con trepidante attesa un’altra sciagura. Il seguito del “CuraItalia” che come un effetto domino, non andrà evidentemente a correggere le storture del precedente provvedimento ma siamo sicuri sarà in grado di amplificarne le conseguenze.La ciliegina sulla torta non poteva mancare ed è arrivata con la imperturbabile, fino a ieri, Bankitalia. In audizione infatti, il capo del servizio struttura economica di Via Nazionale, ha severamente “bacchettato” il Dl Liquidità lanciando un grido di allarme per le casse dello stato poiché si prevede che buona parte dei prestiti che lo stato erogherà per le imprese, non verranno restituiti a causa delle scure delle crisi. Insomma: calcoli spannometrici e previsioni approssimative che non si adicono alla levatura del fine statista che in questi giorni imperversa sulle pagine dei giornali come un condottiero pronto a liberare il Paese dalla scure del coronavirus. In realtà l’Italia avrebbe solo bisogno di liberarsi di lui, dell’Avvocato di Appula divenuto presidente per acclamazione popolare (?!?) e della sua improbabile maggioranza.

 

GC.