Riconoscimento del GENOCIDIO ARMENO. Intervento in Aula dell’on. Giulio Centemero.

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L’esito della votazione della mozione presentata dal collega Formentini in aula, non solo rappresenta la vicinanza dell’Italia al popolo Armeno ma anche la grande generosità e accoglienza che ha sempre contraddistinto la nostra nazione. Al di là delle speculazioni politiche e della demagogia di qualcuno, siamo un popolo che è in grado di comprendere le altre culture, siamo capaci di farci carico di battaglie per il riconoscimento dei diritti umani e civili nel pieno e costante rispetto dei propri confini che siano territoriali, che siano culturali”. Queste le parole dell’on. Giulio Centemero, Lega, pronunciate al termine della votazione di quest’ oggi in aula della mozione sul riconoscimento del genocidio Armeno del quale ricorre il 24 aprile il centenario.

Di seguito uno stralcio dell’intervento di oggi in Aula:

“Grazie signor Presidente, Onorevoli colleghe, onorevoli colleghi,

di recente mi sono interrogato sul concetto di verità. Ho quindi ripreso in mano i libri del liceo e sfogliandoli non solo mi sono reso conto di non averli studiati come avrei dovuto a suo tempo (signor presidente per favore non diciamolo troppo forte che i miei genitori potrebbero ascoltare) ma ho anche appreso che nella cultura greca il concetto filosofico di verità inizia a delinearsi nel corso del secolo 6° a.C., negli scritti dei naturalisti e, specialmente, nel poema di Parmenide, il quale per primo svolge la contrapposizione tra verità e opinione.(..). Insomma il concetto di verità è di antica definizione, eppure in alcuni casi viene ancora sostituito dal “dire ciò che è che non è” proprio come avviene da più di un secolo per il genocidio degli Armeni che ebbe inizio il 24 aprile 1915 nel territorio dell’impero Ottomano.

Il termine “genocidio” è una parola coniata da Raphael Lemkin, giurista polacco di origine ebraica, studioso ed esperto del genocidio armeno, introdotta per la prima volta nel 1944, nel suo libro Axis Rule In Occupied Europe, opera dedicata all’Europa sotto la dominazione delle forze dell’Asse. E il termine viene non a caso coniato in occasione di un testo sull’Asse perché Adolf Hitler si ispirò proprio al primo genocidio del ventesimo secolo per perpetrare gli innumerevoli ed efferati crimini contro l’umanità che tutti conosciamo a cominciare dalla Shoah. Si ispirò al genocidio degli Armeni ritenendo corta la memoria dell’umanità come testimoniato dal fatto che nel 1939 una sua domanda retorica recitava :“Chi parla ancora oggi dell’annientamento degli armeni?” supponendo che il mondo si fosse dimenticato del Metz Yeghern, il grande male come gli Armeni chiamano il genocidio. Eppure siamo qui, oggi e commemoriamo il genocidio degli armeni definendolo come tale, e non con termini riduttivi quali strage, massacro, eccidio…

(…..) Evidentemente la verità non è uguale per tutti. Nessuno accusa gli attori della moderna Turchia repubblicana di essere autori del genocidio che avvenne nel 1915 nell’Impero Ottomano. Tuttavia non si capisce perché il genocidio continui a non essere ufficialmente riconosciuto proprio dalla Turchia; è come se noi oggi in Italia negassimo l’emanazione delle leggi razziali del 1938 o la strage di Debrà Libanòs o il nostro ruolo nella Shoah. Guardare in faccia al nostro passato è un processo catartico che ci abilita a vivere il futuro. Chiamare le cose con il proprio nome aiuta a ricucire le ferite. Per questo con questa mozione chiediamo al nostro governo di riconoscere il genocidio degli Armeni come tale, e ci piacerebbe che altri governi, compreso quello turco, facessero lo stesso, per dare, tutti insieme, uno sguardo a futuro”.

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