Regolare i nuovi fenomeni tecnologici e finanziari? Popolare di Bari? Ne parliamo su www.giuliocentemero.com

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La Consob ha pubblicato il due gennaio sul proprio sito il rapporto finale sulle offerte iniziali e gli scambi di cripto-attività.

Il documento è un contributo al dibattito in vista dell’eventuale definizione di un regime normativo in ambito nazionale che disciplini lo svolgimento di offerte pubbliche di cripto-attività e delle relative negoziazioni. Inutile dire che sarebbe opportuno creare un framework normativo adeguato anche se lo stesso potrà cominciare a delinearsi all’interno del Sandbox for Fintech istituito dal Decreto Crescita, una volta che lo stesso verrà reso operativo.

Il rapporto chiarisce innanzi tutto gli aspetti definitori delle cripto-attività ai fini della normativa proposta, soffermandosi poi sul regime delle piattaforme per l’offerta di cripto-assets di nuova emissione, sui sistemi di scambi nonché sui cosiddetti “servizi di portafoglio digitale” per la custodia e il trasferimento delle cripto-attività.

Ricapitoliamo la genesi di tale rapporto: il 19 marzo 2019 Consob ha pubblicato un documento per la discussione avente oggetto “le offerte iniziali e gli scambi di cripto-attività”, il 21 maggio 2019 presso la Bocconi si è tenuto un public hearing e la consultazione pubblica si è chiusa il 5 giugno 2019.

Il 2 gennaio Consob ha pubblicato un documento per dare risposta alle questioni sorte.

Vorrei giusto soffermarmi sulla definizione di cripto-attività che emerge; innanzitutto in base al documento le stesse sono diverse da strumenti finanziari e prodotti di investimento. Le cripto-attività avrebbero natura di registrazioni digitali rappresentative di diritti connessi a investimenti in progetti imprenditoriali.  Tali registrazioni dovrebbero essere create, conservate e trasferite mediante tecnologie basate su registri distribuiti cui va riconnessa la capacità di consentire l’identificazione del titolare dei diritti relativi agli investimenti sottostanti e dovrebbero ricomprendere solo quelle attività negoziate su uno o più sistemi di scambi.

E mentre stiamo parlando di regolare nuovi fenomeni tecnologici e finanziari questa settimana in commissione finanze alla Camera avremo le audizioni relative al DL Banche, cioè alla capitalizzazione di MCC per il salvataggio di Popolare di Bari.

Nella vicenda di Popolare di Bari emergono in maniera cristallina le differenze tra un governo liberale e che guarda al futuro della lega e un governo di stampo socialista e con lo sguardo rivolto al passato del Conte Bis.

Ci siamo già soffermati sul caso Popolare di Bari quindi vi rimando ai post del blog, vorrei tuttavia rimarcare la differenza d’approccio anche tecnico con da un lato la Lega che aveva proposto la conversione delle DTA in crediti d’imposta per tutte le aziende del Sud, fino a 500 milioni di euro, in caso di aggregazione e per una finestra temporale di 18 mesi, contro l’approccio puramente assistenzialista di un governo che non attiva la norma DTA a Bruxelles ma usa 900 milioni dei contribuenti in maniera puramente assistenziale.

Noi vogliamo fornire gli strumenti necessari a creare valore, la sinistra vuole distruggere valore e anche la dignità di chi, soprattutto al SUD, ha voglia di fare e non di essere assistito.

 

Grazie a tutti e alla prossima settimana sempre su giuliocentemero.com

 

 

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