Questa settimana parliamo di: vicenda BIO ON, Borsa Italiana, AIM Italia.

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Buongiorno a tutti, vorrei commentare con voi la vicenda BIO ON. I numeri della disfatta sono eclatanti: oltre un miliardo di euro di capitalizzazione bruciata e i piccoli azionisti già pronti a costituirsi parte civile. Il crollo di Bion-on a Piazza Affari, il più alto da oltre un anno, ricordiamolo è da ricondurre a un report negativo pubblicato in estate dal fondo americano Quintessential Capital Management che ha posto alcune problematiche sulla tecnologia sviluppata da Bio-on e ha messo sotto osservazione i dati finanziari degli ultimi esercizi, giungendo alla conclusione che Bio-on “sia un ‘castello di carte’, uno schema concepito dal management per arricchirsi sulle spalle degli azionisti…..”. Allora, come sempre accade in questi casi, bisogna spostare l’attenzione sul sistema dei controlli che, alla luce dei fatti, hanno fallito e che rischia di minare, in termini reputazionali, AIM Italia, segmento di Borsa Italiana che invece ha bisogno di certezze e stabilità, affinchè possa rimanere il mercato di riferimento per le piccole e medie imprese italiane (ricordiamolo: con circa 7 miliardi di capitalizzazione). La Lega, da tempo, ritiene AIM Italia un’infrastruttura da tutelare e strategica per la crescita del sistema produttivo italiano, oltre ad un ambiente privilegiato per lo sviluppo di società “innovative” che oggi rappresentano il 30% del listino e saranno sempre più al centro dello sviluppo economico del paese. Dunque cosa fare? Torneremo a sollecitare, da subito, un confronto con il Governo, passando per la Commissione Finanze alla Camera dove è stata depositata una proposta d’indagine conoscitiva sui mercati alternativi del capitale. Di fatto, più che introdurre nuovi obblighi, vanno fatti rispettare quelli esistenti (le regole ci sono), ponendo però l’accento sulle norme di accesso al mercato, che devono rappresentare la vera barriera all’ingresso per società che già in fase di pre-ammissione possano presentare dei punti di debolezza rispetto alla bontà dell’investimento e sulla trasparenza dello stesso.
In manovra al momento non c’è nulla che stimoli i mercati alternativi del capitale e la Lega si impegnerà nel suggerire misure utili per far sì che il caso BIO ON non venga utilizzato come scusa per smettere di sviluppare i canali di finanziamento alternativi a quello bancario.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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