Centemero (Lega): TAGLI ALLA CULTURA PER AUMENTARE LE POLTRONE DEI BUROCRATI.

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Il primo atto in materia culturale, verosimilmente con il bene placito del nuovo ministro Franceschini (diversamente significherebbe che il Consiglio dei Ministri abbia approvato una norma senza il suo consenso), è stato quello di tagliare di 530 mila euro annui le risorse per il funzionamento degli Istituti afferenti al settore museale, per creare tre nuove poltrone da dirigenti. Ci si aspetterebbe, infatti, che un governo che intende valorizzare al massimo le molteplici bellezze culturali del nostro Paese, abbia come obiettivo prioritario quello di incrementare le risorse da destinare, ad esempio, al funzionamento dei nostri musei, fiore all’occhiello del patrimonio culturale nazionale.

Succede, infatti, che con il decreto legge n. 104 del 21 settembre 2019, il Ministero per i beni e le attività culturali, oltre a riprendersi le competenze in materia di turismo – strappandole al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali – riesce ad istituire “i posti funzione di un direttore di livello generale e di due dirigenti di livello non generale.”: tradotto in soldoni, 530 mila euro di spesa pubblica per la creazione di tre nuove comode e ben remunerate poltrone.

Ancora più ardita è stata l’operazione condotta dal governo per il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. In questo caso, infatti, nonostante l’esistenza presso lo stesso dell’Organismo indipendente di valutazione della performance, è stata istituita una nuova Struttura tecnica per il controllo interno (quindi con compiti analoghi), con la creazione di una nuova posizione dirigenziale di livello generale e 12 nuovi esperti e consulenti, per la complessiva spesa di 400 mila euro per l’anno 2019 e 1,5 milioni di spesa per l’anno 2020.

Infatti, la logica vorrebbe che i compiti che ben potevano essere svolti da un ministero con un dato numero di personale, altrettanto bene possano essere svolti da un altro ministero con lo stesso numero di personale.
Questo avviene nella normalità dei casi. Ma non con questo governo, che dopo le caselle dei Sottosegretari di Stato, non ha perso tempo ed ha subito messo mano al sottobosco delle posizioni dirigenziali presso i Ministeri.

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