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Technology and Education for Growth of the Mediterranean

During the plenary meeting of the Parliamentary Assembly of the Union for the Mediterranean (12 — 13 February 2019), the recommendations drafted by the economic committee in Lisbon (14 December 2018) were approved.

The proposals tackle growth, development and technology, and are in line with the recently approved Italian Financial Bill (see my other Medium articles). The recommendations also serve as a reminder that technology and accessibility to technology are essential to a knowledge society, which is characterized by various phenomenon including globalization (Bauman, 1999; Robertson, 1995) and mutability (Schön, 1973).

Technology (e.g. AI, cloud computing, block chain) can positively impact the learning process and the development of intellectual curiosity. It is extremely important to engage technology in education now-a-days in order to prepare minds to deal with complex problems and uncertainties, organize knowledge and use critical judgement so that students graduate aware of their own mental processes and proficient in independent learning. Technology is also necessary in encouraging more cultural exchange and regional mobility between students and teachers in the Mediterranean area.

I’m convinced that if properly used, technology always create value. For example, it can help create jobs through enterprise creation and attraction (startups included). I encourage you to watch the TED Talk at the following link for an example of the positive impacts of technology.

ROBOTS DON’T KILL THE MAN

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Legge di bilancio: innovazione!

Oggi in Commissione Finanze alla Camera abbiamo fatto un passo in più per l’innovazione, il sostegno alle start-up, e le agevolazioni per rendere il nostro Paese sempre più attrattivo per gli investitori esteri e generatore di nuove imprese.

Le misure che con il gruppo Lega ho sostenuto negli emendamenti alla Legge di Bilancio approvati oggi in Commissione Finanze vanno in quella direzione. Gli stessi contengono una serie di misure migliorative per rendere il nostro un Paese da una parte sempre più moderno, stimolando la nascita e lo sviluppo di imprese all’avanguardia, dall’altra più appetibile per i capitali esteri. Con l’emendamento sulle start-up si stabilisce che l’obbligo di iscrizione alla gestione assicurativa di coloro che esercitano attività commerciali è escluso per i soci delle società a responsabilità limitata che partecipano al lavoro aziendale in modo abituale per i primi cinque anni dalla costituzione delle medesime società e che le PMI innovative che investano in Start-up possano dedurne le perdite. Ma non solo. Perché per sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese è stata prevista la proroga del superammortamento che stabilisce per chi effettua investimenti in beni immateriali strumentali nuovi fino a 516 euro fino al 31 dicembre 2019 una «maggiorazione» del costo del 50 per cento ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria. Infine il capitolo «patent box», la tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’utilizzo di taluni beni immateriali: nell’emendamento presentato è previsto lo snellimento delle procedure di richiesta dell’agevolazione.

Come ho dichiarato alla stampa l’obiettivo è favorire la proprietà intellettuale quale driver di sviluppo economico come avvenuto in realtà di successo quali la Silicon Valley, la Svizzera e Israele, realtà che per noi devono rappresentare un modello di riferimento. Da qui anche la necessità di favorire la nascita di start-up e, in particolare, di start-up innovative, in grado di sviluppare le filiere in un’ottica soprattutto del Corporate Venture Capital.

Questa è un’aspirazione capace di superare le barriere politiche tanto che come capogruppo della Lega in commissione ho deciso di sostenere un emendamento del Pd con primo firmatario l’onorevole Fregolent che mira a favorire il flusso di capitali esteri verso l’Italia, con un occhio di riguardo alle PMI e ai “multilateral trading facility” come il mercato AIM e il crowdfunding. Ho deciso di sostenerlo perché va incontro a quella che è una priorità: la tutela e lo sviluppo delle piccole e medie imprese, la spina dorsale della nostra economia e della nostra società. Innovazione, start-up italiane e capacità di attirare capitali dall’estero: sono questi i principi sui quali mi sto battendo.

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Dalla Silicon Valley a Milano: Founder Institute si presenta l’8 marzo.

 

E’ previsto per giovedì 8 marzo il lancio del Chapter milanese del Founder Institute.

L’incubatore americano, fondato da Adeo Ressi a Palo Alto nel 2009, aprirà i battenti infatti anche a Milano con un programma di accelerazione.

Il programma dura quattordici settimane ed è rivolto a futuri imprenditori con un’idea da sviluppare.

Lo stesso affronterà diverse tematiche, la prima sarà quella del fundraising a cui sarà dedicata proprio la serata del 8 marzo.

Ne parleranno: Emil Abi Rascid, giornalista e fondatore di StartUp Business; Milena Prisco, senior associate dello studio legale CBA; Giuseppe Donvito, partner del Venture Capital P101 Ventures; Maria Matloub, Designer presso Deloitte Digital; Peter Lazou, Creative Venture Builder.

Alla fine delle quattordici settimane nessuna tesi di laurea ma ogni idea si sarà trasformata in una società operativa. Si pensi infatti che grazie al programma dal 2009 a oggi sono state create più di 2700 imprese, con un tasso di sopravvivenza del 72% e un valore di portfolio stimato di circa 72 miliardi di dollari.

L’appuntamento è dunque per giovedì 8 marzo alle 19:00 presso lo Spazio Innovazione di via Cerva 25, questo è il link per iscriversi: