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White list non aggiornata, la versione del Mef non convince

 

Recentemente ho presentato, assieme ad atri colleghi, un Question Time alla Camera allo scopo di attenzionare gli uffici del ministero dell’Economia e delle Finanze circa il mancato aggiornamento della cosiddetta white list italiana dei Paesi collaborativi (dal marzo 2017 in poi la white list non è stata più aggiornata sebbene la sua revisione debba avvenire con cadenza semestrale in virtù di una specifica previsione normativa). 

La white list rappresenta lo strumento attraverso il quale vengono definiti i Paesi che hanno adottato i necessari strumenti normativi per diventare fiscalmente collaborativi, come ad esempio le convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni, la Convenzione multilaterale concernente la reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale tra gli Stati membri del Consiglio d’Europa e i Paesi membri dell’Ocse, e in genere uno specifico accordo internazionale o l’applicazione di disposizioni comunitarie in materia di assistenza amministrativa. 

È pervenuta la risposta degli Uffici del ministero dell’Economia e delle Finanze che hanno sottolineato quanto segue: “La mera constatazione dell’esistenza di un accordo bilaterale o internazionale che permetta lo scambio di informazioni potrebbe non essere elemento sufficiente per l’aggiornamento della lista, in quanto deve essere valorizzata l’effettiva condotta in tema di trasparenza”.

Si tratta – a mio avviso – di una risposta evasiva, che non chiarisce le vere motivazioni (o dimenticanza?) che hanno condotto a disattendere una norma di legge che voleva l’aggiornamento semestrale della white list, e che non ha alcun fondamento giuridico in quanto un ulteriore controllo di effettività e condotta dei Paesi in questione non sembra essere richiesto né dalla normativa italiana, né da quella internazionale, né sembra sia stata mai data rilevanza a questo aspetto nei precedenti aggiornamenti dei Paesi che attualmente fanno parte della white list. 

La risposta contiene delle evidenti contraddizioni in quanto, a oggi, l’effetto del mancato aggiornamento della lista italiana è proprio quello temuto dal Ministero: escludere Paesi trasparenti dalla white list e, ancora più grave, includere Paesi che sono ritenuti dalla Commissione Ue e/o dal forum globale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a fini fiscali (Ocse) come collaborativi in termini di scambio di informazioni fiscali. 

Sempre nella risposta si legge, inoltre, che “i presupposti che sovrintendono alla compilazione delle due liste – quella italiana e quella comunitaria (il riferimento è alla lista della Commissione Ue dei Paesi fiscalmente non collaborativi, ndr) – sono diversi e da ciò derivano evidenti criticità” e ancora “al fine di evitare un impatto negativo a livello di compliance internazionale, si dovrebbe valutare di adottare una modifica legislativa che uniformi i requisiti previsti dalla normativa interna a quelli previsti a livello europeo”. 

Su quest’ultimo punto, oltre ai presupposti che sovrintendono alla compilazione sui quali non mi dilungherò, è evidente che il mancato aggiornamento della lista italiana dei Paesi collaborativi da parte delle Istituzioni preposte richieda con urgenza l’assunzione di una decisione, al fine di risolvere questa spiacevole situazione, oggi causa di disparità di trattamento e perdita di gettito per lo Stato. Ciò in quanto, al momento, assistiamo a un vero e proprio stallo da parte dei tecnici del ministero. 

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Tecnologia e Finanza i driver per la ripresa economica in Europa

La Commissione VI Finanze presso la Camera dei Deputati ha avviato nei giorni scorsi, l’esame di un articolato pacchetto di misure per la finanza digitale, che è stato adottato dalla Commissione europea il 24 settembre 2020.

Si tratta di un’iniziativa di notevole rilevanza, tenuto conto della forte espansione del settore della finanza digitale, ulteriormente accelerata nel periodo della pandemia. L’applicazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione alle attività finanziarie ha infatti trasformato il modo tradizionale di fornire servizi bancari e finanziari e sta determinando l’ulteriore diffusione di innovativi servizi e modelli di business non solo da parte di istituzioni finanziarie consolidate, ma anche di nuovi operatori di mercato, tra cui le principali società tecnologiche. L’utilizzo delle nuove tecnologie nel settore finanziario pone una serie di sfide inedite in quanto se, da un lato, può apportare vantaggi in termini di efficienza e riduzione dei costi, dall’altro può comportare rischi in vari ambiti, tra cui la stabilità finanziaria e la protezione dei consumatori, che potrebbero aumentare ulteriormente a causa della frammentazione del panorama normativo nell’UE e degli sviluppi disomogenei nella regolamentazione del settore a livello mondiale. Nel novero delle nuove tecnologie rientrano, tra l’altro, le tecnologie di registro distribuito (distributed ledger technology), come ad esempio la “blockchain”. Una delle principali applicazioni di tali tecnologie è rappresentata dalle cripto-attività, che stanno assumendo particolare rilevanze nel settore della finanza digitale e nel cui ambito sono ricomprese le criptovalute (o valute virtuali). In tale categoria di attività inoltre è recentemente emersa una nuova sottocategoria, le cosiddette stablecoin, denominate altresì “criptovalute di seconda generazione” che, a differenza dei Bitcoin, lanciate nel 2009, soggetti alla volatilità del mercato nelle valutazioni, cercano di ancorare il loro valore di mercato a un riferimento esterno, ad esempio una valuta tradizionale. A livello UE la questione delle “stablecoin” è stata sollevata dal Consiglio dell’UE in una dichiarazione comune con la Commissione europea nel dicembre 2019. A giudizio della Commissione europea, sebbene il mercato delle cripto-attività rimanga di dimensioni modeste e non costituisca attualmente una minaccia per la stabilità finanziaria, la situazione potrebbe cambiare con l’avvento di stablecoin globali che mirano a una più ampia adozione mediante l’integrazione di caratteristiche volte a stabilizzarne il valore e lo sfruttamento degli effetti di rete derivanti dalle imprese che promuovono tali attività.

Il contesto pertanto è in piena evoluzione e a livello globale diverse banche centrali si stanno interrogando sulla possibilità di creare una valuta digitale. Nell’ultima riunione in videoconferenza del 25 marzo scorso, i membri del Vertice euro riuniti in formato inclusivo hanno approvato una dichiarazione con la quale hanno, tra l’altro, espresso sostegno in merito al proseguimento dell’attività esplorativa sulla possibile introduzione dell’euro digitale.

Questo dunque il quadro generale nel quale si colloca il pacchetto di misure proposto dalla Commissione europea accompagnato dal lavoro svolto nel contesto del Piano d’azione per le tecnologie finanziarie del 2018 e dai pareri del 2019 dell’Autorità bancaria europea (ABE) e dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), nonché da un’approfondita valutazione d’impatto condotta dalla Commissione europea.

Tra le considerazioni della Commissione Europea nel piano d’azione per le tecnologie finanziarie del 2018, c’è l’incarico all’Autorità bancaria europea (ABE) e l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) di valutare l’applicabilità e l’adeguatezza alle cripto-attività dell’attuale quadro normativo dell’UE in materia di servizi finanziari. Il parere, pubblicato nel gennaio 2019, sostiene infatti che sebbene alcune cripto-attività possano rientrare nell’ambito di applicazione della legislazione dell’UE, l’effettiva applicazione di quest’ultima a tali attività non è sempre semplice ed a questo proposito  c’è da sottolineare che il legislatore italiano, con il d.lgs. n 90/2017, è stato tra i primi in Europa a fissare la definizione di valuta virtuale, rilevante soprattutto ai fini della disciplina antiriciclaggio ponendo in risalto l’impiego delle valute virtuali quale mezzo di scambio, ovvero anche di investimento.

Gli orientamenti del pacchetto di misure sono illustrati in due comunicazioni:

  • la strategia in materia di finanza digitale;
  • la strategia in materia di pagamenti al dettaglio, in cui sono prospettate le principali azioni che dovranno essere adottate nei prossimi anni nei due ambiti di attività.

Nel quadro della Strategia in materia di finanza digitale sono stati già presentati due gruppi di proposte legislative di ampia e rilevante portata, che comprendono complessivamente quattro atti e che introducono:

  • una regolamentazione delle cripto-attività non disciplinate dalla legislazione europea in materia di servizi finanziari, nonché una disciplina sperimentale per consentire la negoziazione delle cripto-attività che rientrano nella legislazione sui servizi finanziari;
  • un’ulteriore armonizzazione delle principali prescrizioni sulla resilienza operativa digitale, ossia sulla capacità delle imprese di essere in grado di resistere a tutti i tipi di interruzioni e minacce legate alle tecnologie ICT.

La Strategia per la finanza digitale (COM(2020)591) delinea 4 priorità entro il 2024:

  1. affrontare la frammentazione del mercato unico digitale nell’ambito dei servizi finanziari, allo scopo di fornire ai consumatori europei l’accesso a servizi transfrontalieri e di aiutare le imprese finanziarie europee ad espandere la loro operatività digitale;
  2. garantire che il quadro normativo dell’UE agevoli l’innovazione digitale nell’interesse dei consumatori e dell’efficienza del mercato.
  3. creare uno spazio europeo di dati finanziari, che includa il potenziamento dell’accesso ai dati e della condivisione dei dati all’interno del settore finanziario;
  4. affrontare le nuove sfide e i rischi legati alla trasformazione digitale, anche al fine di proporre adattamenti dell’attuale quadro normativo in materia di servizi finanziari per quanto riguarda la protezione del consumatore e le norme prudenziali.

Per quanto concerne invece il nuovo quadro normativo in materia di cripto-attività, che si articola in due proposte di regolamento:

La proposta di regolamento relativo ai mercati delle cripto-attività (MiCA) COM(2020)593 che stabilisce norme uniformi per gli emittenti e i fornitori di servizi in cripto-attività non disciplinate dalla legislazione europea in materia di servizi finanziari (in cui rientrano le citate stablecoin, per le quali sono previsti requisiti e tutele più rigorosi), nonché norme e misure a tutela dei consumatori per prevenire gli abusi di mercato ed in particolare provvede a regolare in maniera specifica l’offerta di tre particolari categorie di cripto-attività:

  • token collegati ad attività, che mirano a mantenere un valore stabile ancorandosi a diverse monete aventi corso legale, a una o più merci, a una o più cripto-attività o a un paniere di tali attività;
  • token di moneta elettronica, destinati a essere utilizzati principalmente come mezzo di pagamento e che mirano alla stabilizzazione del valore ancorandosi a un’unica moneta fiduciaria;
  • cripto-attività diverse dai token collegati ad attività o dai token di moneta elettronica (other than asset-referenced token or e-money token), nel cui ambito, residuale rispetto alle due precedenti categorie, rientrano gli utility token, che, sulla base della definizione contenuta nel regolamento, sono un tipo di attività destinato a fornire l’accesso digitale a un bene o a un servizio, disponibile mediante DLT, ed accettato solo dall’emittente di tale token.

In merito a queste attività il regolamento fissa i requisiti per l’offerta distinguendoli in relazione alle differenti categorie. In particolare, l’emittente delle cripto-attività diverse dai token collegati ad attività o dai token di moneta elettronica ha l’obbligo di stabilimento sotto forma di persona giuridica nell’UE e di redigere un White Paper che non sarà soggetto a una procedura di approvazione preliminare da parte delle autorità competenti, ma soltanto a loro notificato prima della pubblicazione. Tra le categorie esentate dalla pubblicazione di un White Paper sono menzionate quelle create automaticamente tramite mining a titolo di ricompensa per il mantenimento della DLT per la convalida delle operazioni.

Gli emittenti di token collegati ad attività saranno, invece, soggetti a requisiti più rigorosi, in quanto devono essere costituiti sotto forma di soggetto giuridico stabilito nell’UE ed essere autorizzati, presentando all’autorità nazionale competente una domanda, contenente anche il White Paper (che deve contenere ulteriori informazioni rispetto a quanto previsto per la categoria precedente).

Anche gli emittenti di token di moneta elettronica  saranno soggetti a requisiti più rigorosi, in quanto devono essere autorizzati come ente creditizio o “istituto di moneta elettronica”, rispettare i pertinenti requisiti applicabili agli istituti di moneta elettronica e pubblicare un White Paper con requisiti aggiuntivi da notificare prima della pubblicazione all’autorità competente. La disciplina che il regolamento detta per questa specifica categoria è determinata dalla particolare natura di tali attività molto simili alla moneta elettronica; per questo, si prevede una disciplina volta a far sì che i possessori di token di moneta elettronica ricevano un credito sotto forma di diritto a ottenere in qualsiasi momento il rimborso dei loro token di moneta elettronica al valore nominale della moneta fiduciaria di riferimento.

 

Obblighi ancora più rigorosi sono, inoltre, previsti per token collegati ad attività e di moneta elettronica definiti significativi (a causa della clientela potenzialmente ampia dei loro promotori e azionisti, del livello potenzialmente elevato della loro capitalizzazione di mercato, delle possibili dimensioni della riserva di attività a garanzia del valore di tali token).

In questo regolamento sono inoltre contenute disposizioni in merito ai fornitori di servizi per le criptoattività, definiti come “qualsiasi persona la cui occupazione o attività consiste nel prestare a terzi uno o più servizi per le cripto-attività su base professionale”. A tutti i fornitori di servizi per le cripto-attività si applicano una serie di requisiti, e sono previsti anche requisiti specifici in base al tipo di servizio offerto. I servizi per le criptoattività devono essere forniti solo da persone giuridiche che hanno la sede legale in uno Stato membro dell’UE e autorizzate (dopo presentazione di una domanda) da un’autorità nazionale competente, così da poter operare in tutto il mercato unico dell’UE, beneficiando quindi di un cosiddetto “passaporto UE”. La proposta contiene inoltre disposizioni in merito ai poteri e alle competenze delle autorità nazionali competenti, dell’Autorità bancaria europea (ABE) e dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA).

La proposta di regolamento relativo ad un regime pilota DLT COM (2020) 594 definisce invece un regime di sperimentazione temporanea (della durata al massimo di cinque anni) per consentire alle infrastrutture di mercato (sedi di negoziazione o depositari centrali di titoli) che operano con tecnologie DLT la negoziazione e il regolamento delle operazioni in cripto-attività che rientrano nella legislazione dell’UE sui servizi finanziari (e quindi qualificabili come security token). Nello specifico, il regime pilota deroga alla disciplina vigente applicabile alle infrastrutture di mercato attraverso una temporanea esenzione da alcuni requisiti specifici previsti dalla legislazione stessa. Tale normativa, infatti, non essendo stata concepita tenendo conto della DLT e delle cripto-attività, non consentirebbe il pieno sviluppo di soluzioni per la negoziazione delle operazioni in cripto-attività, che rientrano nella definizione di strumenti finanziari.

Si prevede, pertanto, un approccio graduale per la definizione di un primo quadro regolatorio di sperimentazione, nella prospettiva di un adeguamento complessivo della regolamentazione degli strumenti finanziari. Gli operatori cui si applica (imprese di investimento, gestori del mercato, depositari centrali di titoli) potranno gestire un’infrastruttura di mercato che utilizza la tecnologia DLT (un sistema multilaterale di negoziazione DLT o un sistema di regolamento titoli DLT) e prestare i loro servizi in tutti gli Stati membri. Sono stabiliti uniformi requisiti operativi (e le eventuali esenzioni), una procedura di autorizzazione e un sistema di vigilanza.

Inoltre anche il nuovo quadro normativo in materia di resilienza operativa digitale si articola in due proposte legislative:

  1. La proposta di regolamento DORA (Digital operational resilience act) COM(2020)595 introduce regole più rigorose in materia di gestione dei rischi delle tecnologie ICT e segnalazione di incidenti ad esse connessi, nonché di sorveglianza sui fornitori di servizi. Le entità finanziarie dovranno predisporre un quadro per la gestione dei rischi relativi alle ICT che consenta di affrontare i rischi in maniera rapida ed efficiente, assicurando un elevato livello di resilienza operativa digitale corrispondente alle esigenze, alle dimensioni e alla complessità delle loro attività commerciali. Devono anche stabilire e attuare un processo di gestione per monitorare e registrare gli incidenti connessi alle ICT per classificarli e determinarne l’impatto e segnalarli alle autorità competenti se ritenuti gravi. Devono altresì predisporre un programma di test di resilienza operativa digitale, che prevede l’esecuzione di una serie di test periodici, anche al fine di identificare punti deboli, carenze o lacune, nonché verificare la capacità di attuare tempestivamente misure correttive. Devono poi adottare una strategia per i rischi derivanti da terzi, considerato che le società finanziarie dipendono sempre più da società tecnologiche non finanziarie per i loro servizi ICT. I fornitori terzi di servizi di ICT critici saranno inoltre sottoposti a un quadro di sorveglianza dell’Unione.
  2. Mentre la proposta di direttiva COM(2020)596 è volta a modificare le direttive vigenti in materia di servizi finanziari, per lo più per necessità di adeguamento della disciplina concernente i requisiti in materia di rischio operativo e di gestione del rischio al nuovo regolamento DORA, ma anche per aggiornare la definizione di “strumento finanziario” includendo gli strumenti emessi utilizzando la tecnologia DLT.

Da ultimo è declinata la Strategia per i pagamenti al dettaglio con azioni volte a promuovere i pagamenti istantanei e le soluzioni di pagamento in tutta l’UE. Secondo la Commissione, il mercato dei pagamenti dell’UE è ancora eccessivamente frammentato lungo i confini nazionali, poiché la maggior parte delle soluzioni di pagamento nazionali basate su carte o pagamenti istantanei non funzionano a livello transfrontaliero, a vantaggio di pochi grandi operatori globali, comprese le grandi reti mondiali di carte di pagamento e i grandi fornitori di tecnologia, che dominano l’intero mercato dei pagamenti transfrontalieri intraeuropei. La Strategia delinea pertanto quattro priorità (con le relative azioni principali) per fornire servizi di pagamento sicuri, rapidi e affidabili ai cittadini e alle imprese europei, realizzare nell’UE un sistema di pagamenti al dettaglio pienamente integrato, comprendente anche soluzioni di pagamento transfrontaliero istantaneo, e favorire altresì i pagamenti in euro tra l’UE e altre giurisdizioni e l’emergere di soluzioni di pagamento nazionali e paneuropee:

  1. fornire soluzioni di pagamento sempre più digitali e istantanee di portata paneuropea. In tale ambito la Commissione afferma di mirare alla piena diffusione dei pagamenti istantanei nell’UE entro la fine del 2021 (un “pagamento istantaneo” è un trasferimento elettronico al dettaglio con accredito dei fondi sul conto del beneficiario in pochi secondi, anziché in uno o più giorni lavorativi);
  2. garantire mercati innovativi e competitivi dei pagamenti al dettaglio, ossia pagamenti di importo ridotto eseguiti dalle famiglie, dalle imprese e dalla pubblica amministrazione;
  3. assicurare sistemi di pagamento al dettaglio efficienti e interoperabili e altre infrastrutture di sostegno;
  4. garantire pagamenti internazionali efficienti, anche per le rimesse.

In conclusione, ritengo che il pacchetto di proposte all’esame della commissione, connotato da un contenuto estremamente tecnico, rivesta particolare rilevanza e attualità e sarà opportuno effettuare valutazioni sulla tematica dei rapporti tra cripto-valute e fiscalità, tenendo conto che in Italia non esistono disposizioni fiscali specifiche in materia, bensì norme di principio che identificano le tipologie di introiti sui quali occorre pagare le imposte sui redditi.

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Centemero (Lega): DL MILLEPROROGHE. Proroga incentivi start up 2021

“La crisi che stiamo attraversando non può non può essere il deterrente per ogni azione volta a stimolare la crescita economica. Per questo ho presentato un emendamento al DL Milleproroghe con l’intento di chiedere un’estensione degli incentivi per le Start Up anche per il 2021” così Giulio Centemero capogruppo Lega in commissione Finanze.
“Sono necessari interventi strutturali che diano una nuova spinta propositiva a chi decide di investire in questo periodo. Vanno premiati gli imprenditori e tutti coloro che contribuiscono all’incremento dell’economia e degli indici occupazionali. Serve un atto concreto da parte del governo soprattutto nei confronti dei nuovi imprenditori, altrimenti la ripresa sarà molto difficile” conclude Centemero.

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Centemero (Lega): Incentivi fiscali in regime de minimis all’investimento in start-up e PMI innovative. Dopo mesi, mancano ancora i decreti attuativi.

 

 

“Se il Governo non comincia a riflettere sul futuro della nostra economia e delle nostre imprese, è difficile credere in una ripresa economica dopo la triste fase che stiamo attraversando” queste le parole di Giulio Centemero, capogruppo Lega in Commissione finanze dopo aver depositato nei giorni scorsi un’interrogazione ai Ministri dello sviluppo economico e dell’economia e finanze in merito agli incentivi fiscali in regime de minimis all’investimento in e piccole e medie imprese innovative.

“Le modalità attuative dovevano essere definite entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore dell’articolo cui fa riferimento la proposta, mentre ad oggi sono trascorsi ulteriori tre mesi dal termine ultimo già stabilito. Il ritardo nella definizione dei soggetti cui è riconosciuta la suddetta detrazione e le modalità con cui le aziende possono offrire tale incentivo agli investitori, implica un potenziale rallentamento degli investimenti in start-up e pmi innovative con conseguente rischio di paralizzare un importante quanto doveroso percorso di crescita e di sviluppo all’insegna dell’innovazione nel nostro Paese.
La crisi di Governo non può continuare ad essere la giustificazione per lo stallo che riguarda tutti i provvedimenti di rilancio della nostra economia” conclude il deputato.

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Il niet del governo al crowdfunding mortifica lo spirito d’impresa, e speranze di crescita e innovazione

http://www.atlanticoquotidiano.it/quotidiano/il-niet-del-governo-al-crowdfunding-mortifica-lo-spirito-dimpresa-e-speranze-di-crescita-e-innovazione/

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Centemero (LEGA). Domani finalmente in aula Mozione su Borsa Italiana. IL Governo non scappi e dica se esiste un progetto vero per l’Italia

 

Al di là della recente acquisizione da parte di , il nostro impegno non si ferma. Le scelte di oggi peseranno sull’orizzonte futuro e sarebbe pertanto auspicabile una messa in sicurezza della progettualità e del percorso intrapreso, a supporto della competitività globale del sistema economico e produttivo italiano. Il timore che abbiamo è che il governo guardi all’operazione solo in una prospettiva di potere e poltrone che nulla ha a che vedere con progettualità future. Quanto è avvenuto con Borsa è la metafora di come vengono gestite le cose dalla maggioranza. Scelte che avrebbero bisogno della massima condivisione, anche perché vengono utilizzati i soldi dei libretti postali degli italiani, sono gestite col “favore delle tenebre” per citare il Presidente Conte.” Queste le parole del deputato Giulio Centemero, capogruppo in Commissione Finanze alla Camera, con le quali anticipa la mozione che verrà presentata domani in aula su Borsa Italiana.

Non ho nulla da eccepire rispetto al progetto di Euronext, ma ci sono indubbiamente dei punti che vanno chiariti per scongiurare perdite di spazi economici per gli operatori domestici in molti settori strategici, come spesso evidenziato dal Copasir.
Quali sono dunque i progetti di crescita e gli investimenti per le società del gruppo? Quale la percentuale di 250 milioni di utili (ante imposte) sarà reinvestita ogni anno?
Auspico una presa di posizione da parte dell’Aula, delle forze di opposizione e di maggioranza affinché l’impegno vada oltre le parole del Presidente Conte pronunciate qualche giorno fa in Piazza Affari, e si traduca invece in una risposta concreta ai bisogni dell’Italia” conclude Centemero.

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Patrimonio Destinato

Hello and good afternoon by Giulio Centemero on giuliocentemero.com.

Today we have session for the final vote to the budget law. But I’d like to talk to you about something else: the so called “Patrimonio Destinato”, roughly translated in “destined equity”. The “destined equity” has been created by the relaunch decree and it’s a fund allocated through the assignment to CDP of goods by the Ministry of the Economy and Finance. In order to do so for 2020 it is authorized the assignment to CDP of govies and other liquidity for maximum 44 billions. As a matter of fact it is a public fund completely managed by CDP. A portfolio of asset management firms, perhaps chosen through a public tendering procedure would have probably ensured a more effective, efficient and transparent management. I asked in a hearing the reason of this choice to the General Director of the Treasury, mr. Rivera, who answered they didn’t find it an interesting option. But competition is the soul of the free market and leads to the best results, in this case for the citizens. Moreover the fund, whose purpose is to sustain and relaunch the economic and productive system, would have liven up also a part of our financial sector.

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#Lega – Legge di Bilancio! Tutte le novità!

 

 

 

 

 

 

++++ INTERVENTI SU INIZIATIVA LEGA++++

Interventi a prima firma Lega. I più importanti sono stati condivisi dagli altri gruppi.

  • ANNO BIANCO CONTRIBUTIVO

Dove: in manovra, emendamento 5.025 Garavaglia (riformulazione del 5.02 Comaroli).

Quanto: 2,5 miliardi: un miliardo di dotazione iniziale più un miliardo e mezzo nel ristori quinquies.

Perché: esonero totale nel 2021 dei contributi fissi per autonomi e professionisti che abbiano subito un calo di fatturato superiore al 33% e abbiano avuto un reddito 2019 non superiore a 50.000 euro.

  • CONTRATTO DI ESPANSIONE

Dove: in manovra, emendamento 62.19 (riformulazione del 62.13 Durigon-Guidesi).

Quanto: 224 milioni in quattro anni.

Perché: proroga al 2021 il contratto di espansione, introdotto dal Governo gialloverde nel maggio 2019 col Decreto crescita, che favorisce la staffetta generazionale e la riqualificazione del personale prevedendo uno scivolo pensionistico a fronte di nuove assunzioni anche in aziende che beneficiano di ammortizzatori sociali.

–   Novità: ora si applica ad aziende con più di 250 addetti (prima erano 1000).

  • SOSTEGNO AL SETTORE AEROPORTUALE

Dove: in manovra, riformulazione dell’emendamento 128.03 Rixi.

Quanto: 500 milioni.

Perché: ristoro dei gestori aeroportuali e dei prestatori di servizi a terra. Resta da risolvere il nodo della CIG per questo settore.

  • ONERI DI SISTEMA IN BOLLETTA

Dove: nel decreto ristori (riformulazione dell’emendamento 87.0.4 Arrigoni).

Quanto: 180 milioni.

Perché: abbattimento degli oneri di sistema e dei costi di allaccio nelle utenze elettriche di tipo commerciale.

  • UTILIZZO DEI CREDITI FISCALI

Dove: in manovra, emendamento 35.046.

Quanto: 10 milioni.

Perché: si richiede all’Agenzia delle Entrate di predisporre una infrastruttura in cui i crediti commerciali risultanti da fatture elettroniche possano essere portati in compensazione di debiti commerciali altresì risultanti da fatture commerciali, al fine di estinguere l’obbligazione sottostante senza assorbire liquidità dalle imprese.

  • OLIMPIADI INVERNALI 2026

Dove: in manovra, riformulazione 142.06 Comaroli.

Quanto: 145 milioni.

Perché: finanziamento dell’impiantistica sportiva, misura richiesta dal settore.

  • IVA SUGLI ALIMENTI DA ASPORTO E SULLA FILIERA DELLA CARNE

Dove: in manovra, emendamento 8.8 Garavaglia.

Quanto: 80 milioni.

Perché: taglia dal 22% al 10% l’IVA sul cibo da asporto e interviene sulla filiera della carne suina e bovina per prorogare compensazioni IVA sulla cessione di animali vivi.

  • BONUS MOBILI

Dove: in manovra, emendamento 12.34 Frassini.

Quanto: 30 milioni di euro.

Perché: innalza da 10.000 a 16.000 euro l’ammontare di spesa su cui è calcolata la detrazione del cosiddetto “bonus mobili”.

  • PRODUZIONE OSSIGENO BIOMEDICALE

Dove: in manovra, emendamento 79.02 Borghi

Quanto: 5 milioni di euro

Perché: fondi agli ospedali per l’autoproduzione di ossigeno biomedicale, per il quale attualmente dipendiamo dalla Francia.

  • IVA SUL TERZO SETTORE

Dove: in manovra, emendamento 108.14 Garavaglia.

Perché: soppresso l’art. 108 che estendeva al terzo settore gli adempimenti IVA a seguito di una procedura di infrazione europea.

  • RIFINANZIAMENTO FONDO CRISTIANI PERSEGUITATI

Dove: in manovra, emendamento 209.2 Formentini.

Quanto: 1,2 milioni.

Perché: rifinanziamento di un fondo dedicato agli interventi di sostegno delle minoranze cristiane perseguitate nelle aree di crisi.

++++ INTERVENTI CONDIVISI DALLA LEGA++++

Emendamenti Lega “assorbiti” da emendamenti di maggioranza (cioè non portati in votazione perché di contenuto identico a quelli di maggioranza), o emendamenti di altre forze politiche approvati con contributo determinante della Lega.

  • ESTENSIONE DURATA PRESTITI LIQUIDITÀ

Dove: in manovra, emendamento 41.073 Garavaglia assorbito dal 34.2 Nardi (PD)

Perché: estensione dagli attuali 6 fino a un massimo di 15 anni della durata dei prestiti fino a 30.000 euro accordati con garanzia statale ai sensi del decreto liquidità.

  • RIMBORSO SPESE LEGALI AGLI IMPUTATI ASSOLTI

Dove: in manovra, emendamento 177.016 Costa

Quanto: 8 milioni.

Perché: riconosce agli imputati assolti un rimborso per le spese legali sostenute fino a un massimo di 10.500 euro. Il fondo è stato portato da 5 a 8 milioni su richiesta dell’onorevole Garavaglia.

  • CONTRIBUTO PER LA DISABILITÀ ALLE SCUOLE PARITARIE

Dove: in manovra, emendamento 87.036 Colmellere assorbito.

Quanto: 70 milioni.

Perché: rifinanziamento per il 2021, del contributo alle scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità.

  • BONUS IDRICO

Dove: in manovra, emendamento 12.013 Rotta

Perché: riconosce un bonus fino a 1000 euro per interventi sugli impianti idrici volti a limitare il consumo di acqua.

  • SETTORE AUTOMOTIVE

Dove: in manovra, emendamento 119.039 Delrio

Quanto: 420 milioni.

Perché: misure di sostegno alla filiera automotive. L’intervento della Lega ha contrastato la linea del M5S, unicamente a favore della filiera dell’elettrico, diminuendo la cosiddetta “ecotassa” (che si applicherà solo oltre i 191 gr/Km di CO2), e incentivando l’acquisto di veicoli a emissioni ridotte di CO2.

  • PROROGA SUGAR TAX

Dove: in manovra, emendamento 190.5 Comaroli, ripreso da identico emendamento Marattin.

Perché: differisce al 1° gennaio 2022 l’entrata in vigore della sugar tax.

 

++++ MISURE SVENTATE DALLA LEGA++++

Emendamenti bocciati col voto della Lega o ritirati su richiesta della Lega.

  • LEGALIZZAZIONE CANNABIS

Dove: in manovra, emendamento 168.03 Sodano.

Perché: interviene sulla L. 2 dicembre 2016 n. 242 per legalizzare l’uso della cannabis.

  • CABINA DI REGIA SULLE POLITICHE EUROPEE

Dove: in manovra, emendamento 106.7 Battelli

Quanto: un milione.

Perché: creazione di una “cabina di regia” presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, che si aggiunge al Dipartimento delle politiche europee.

  • RATIFICA PER AUMENTO MASSIMALI RISORSE PROPRIE (TASSE EUROPEE)

Dove: in manovra.

Perché: la maggioranza ha tentato di inserire come emendamento alla manovra la ratifica della decisione UE 2020/2053 che aumenta il massimale delle cosiddette “risorse proprie” (le imposte prelevate dall’Unione Europea), inserendo la plastic tax europea, per sottrarre questa ratifica al dibattito parlamentare.

 

+++ COME SONO STATI FINANZIATI? +++

 

Gli interventi in manovra sono stati finanziati utilizzando il “fondone Conte”: 3,8 miliardi che il Presidente del Consiglio si era messo da parte con l’art. 207 per distribuirli con DPCM: La Lega ha chiesto e ottenuto che quei miliardi fossero rimessi nella disponibilità del Parlamento per i suoi emendamenti.

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Centemero (Lega). IPNEd. “La disuguaglianza sociale può essere superata con l’istruzione”.

“Il fenomeno della disparità, argomento spesso ricorrente nel dibattito politico moderno, può essere mitigato e superato grazie a cultura e istruzione.” Così l’on. Giulio Centemero, già rappresentante dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo e recentemente nominato nel comitato esecutivo IPNEd (International Parliamentary Network for Education), il network internazionale esteso su sette vaste regioni, con il principale obiettivo di salvaguardare e implementare l’atteso e auspicato quarto principio dei “sustainable development goals”, deciso con il fine di garantire un’equa istruzione di elevata qualità a tutti.
“Come papà non posso immaginare che non sia garantita un’educazione adeguata a tutti i bambini e fanciulli. Reputo inestimabile il valore dell’insegnamento. Ringrazio IpNEd e rinnovo il sostegno e l’impegno in prima persona per agire concretamente e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tasso di analfabetismo, sulla inaccettabile disuguaglianza di genere e sui problemi di inclusione dei disabili” conclude Centemero.

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Centemero (Lega). Legge di Bilancio. Maggioranza contraria alla cessione dei crediti d’imposta per attività di ricerca e sviluppo.

“Non solo la maggioranza non accetta le nostre proposte, ma addirittura sacrifica le imprese per pura partigianeria” così l’on. Giulio Centemero alla notizia della bocciatura, in commissione bilancio, dell’emendamento proposto dalla Lega sulla cessione dei crediti di imposta per attività di ricerca e sviluppo.
“Proprio in questo ultimo e triste anno ci siamo accorti come gli investimenti, in tali ambiti, siano fondamentali e segnino il passo per garantire stabilità e crescita alle comunità. Chi decide di investire nel progresso, per il bene comune, deve essere agevolato nel suo percorso e non vessato da una tassazione fuori misura.
Se il Governo intende continuare con questo atteggiamento si rischia la desertificazione economica irreversibile” conclude Centemero.