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INTERVENTO IN AULA SULLA SITUAZIONE LIBICA

“Signor Presidente,

Onorevoli colleghe, onorevoli colleghi,

El Lyom mish eja yom.

Oggi non è un giorno qualsiasi.
Oggi il primo ministro ci è venuto a riferire di fatti gravi che riguardano la Libia.

Tra noi Italiani e la Libia c’è un rapporto Catulliano di Odi et Amo che dura da decenni, e di sicuro c’è sempre stato un rapporto stretto non solo storico ma anche di interessi strategici, tra cui exempli gratia quelli energetici.

Personalmente conobbi tanti ragazzi libici nel corso dei miei studi e tutti, pur appartenendo a tribù diverse avevano la pace nel cuore, quella pace che secondo il poeta arabo Mikhail Naime “non nasce nelle conferenze internazionali ma nei cuori e nelle teste delle persone”.
Una pace vera.

Certo la Libia di Gheddafi aveva sicuramente i propri problemi, ma passo a passo i problemi si stavano affrontando e la comunità internazionale, l’Italia in primis con enormi sforzi, stava dando il suo apporto.

L’intervento militare contro Gheddafi di qualche anno fa animato da Sarkozy è chiaro a tutti che probabilmente non fosse un intervento umanitario ma dettato da interessi economici e commerciali di qualche paese europeo.
Quell’ intervento spazzò via le speranze di una società che passo dopo passo si stava gradualmente costruendo un futuro democratico. Quell’ intervento ha calpestato quelle persone scambiandole per titoli di proprietà di qualche pozzo petrolifero.

Noi della Lega temiamo che il conflitto libico si trasformi in un conflitto lungo ed estenuante per le popolazioni coinvolte già fortemente provate da anni e anni di tensioni.

Ribadisco allora quanto affermato questa mattina dal Ministro Salvini: le nostre preoccupazioni non riguardano la questione dell’immigrazione perché ormai hanno capito che l’Italia ha finalmente iniziato a difendere i suoi confini via terra e via mare, siamo preoccupati in primis per le popolazioni colpite, per i tanti connazionali che stanno lavorando lì e per le nostre aziende.
Sarebbe “gravissimo” se qualche nazione, per interessi economici o commerciali stesse bloccando l’iniziativa europea per riportare la pace” in Libia “e stesse sostenendo una parte che combatte”. L’Italia non starà a guardare.
Questa volta, come già successo in passato non pagheranno gli italiani.
Se qualcuno, per business, gioca a fare la guerra, con noi ha trovato la maggioranza sbagliata”.

on. Giulio Centemero

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A New Challenge: Chairman of the PAM Economic Affairs Panel

 

Moroccan Senator Lhou Lmarbouh and I were both appointed chairmen of the “Economic Affairs” panel during the 13th plenary session of the Parliamentary Assembly of the Mediterranean (PAM) in Belgrade (Serbia). My role is to promote and manage socioeconomic relations between Assembly countries towards mutual opportunity and benefit.

PAM, an international organization and observer at the UN General Assembly, has established itself as the main actor of parliamentary diplomacy in the Euro-Mediterranean region. Its firmly rooted activities support the work of other international organizations that promote security, stability and peace.

I am very grateful for this nomination as it represents a great opportunity for Italy, which has the potential to become a beacon for economic development in the entire Mediterranean region. We have the appropriate background to attract SMEs that are starting up and ready for growth thanks to the latest budgetary measures.

Receiving this nomination in Serbia, with whom Italy already has a strong trade relationship and an established collaboration in the fight against organized crime, is also a positive omen. I witnessed the gradual healing of past wounds as representatives from Bosnia, Croatia and Serbia (the former Yugoslavian states) sat together and collaborated while respecting their respective identities and traditions.

Diversity creates value.

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Riad T. Salamé (Lebanon) is Awarded the PAM Award (2019)

Every year, the Parliamentary Assembly of the Mediterranean (PAM) offers awards for regional excellence in various fields, ranging from arts and sports to economics and politics. Distinguished individuals, institutions and organizations are recognized for contributing to the betterment of the region by bridging relationships, fostering understanding and respect, and encouraging socio-economic cooperation, political dialogue, confidence building and conflict solution.

This year, I proposed Riad T. Salamé, the Governor of the Central Bank of Lebanon and the Governor for Lebanon at the International Monetary Fund (IMF) and the Arab Monetary Fund (AMF). Good monetary policies and economic development measures make it possible to stunt poverty and avoid resulting conflicts, like terrorism and war, in unstable contexts such as Lebanon’s. Thanks to his various economic and financial endeavors, Salamé has made it possible for Lebanon to maintain monetary stability during critical events, such as the assassination of PM Rafic Hariri, the 2006 War, the Syrian Crisis and the recent dispute with the Kingdom of Saudi Arabia (KSA) in 2017. His actions have helped maintain stability in an area of political and social unrest, demonstrating how economic conditions can help enhance peace.

I look forward to meeting Mr. Salamé and listening to his acceptance speech in Belgrade for the 13th PAM Plenary session and 36th PAM Bureau Meeting, where he will be duly awarded for his achievements.

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Stock Exchange for the Real Economy

The prime minister opened the Milan’s Stock Exchange this morning, sending an important message to the real economy.

In a time when accessing debt finance through the banking system is proving more and more difficult, the development of a stock exchange focused on the real economy is of utmost importance. The ability to access affordable capital is fundamental for the growth of SMEs.

At Piazza Affari, 357 companies, of which 259 are SMEs, are listed at a total market capital of 542 bn Euros. Since the listed companies maximize value for shareholders and guarantee transparency, they represent a platform able to attract foreign direct investment and thus create positive effects on jobs and tax flow.

In 2013 E&M, a magazine by SDA Bocconi School of Management, published the eloquently titled article, What would Italy look like with 1,000 listed companies?, describing how listed companies can lead to real growth by increasing employment, investing in R&D and developing more balanced financial structures.

The path is still long but we need to persist.. The last budget law introduced progressive steps forwards. The challenge for Italy, a country that has always relied on debt more than equity, is now a cultural one.

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«Non è vero che investire su AIM mette a rischio i risparmi degli Italiani:

«Non è vero che investire su AIM mette a rischio i risparmi degli Italiani: e chi afferma il contrario probabilmente è più interessato a commissioni di trading (acquisti sul secondario) piuttosto che a finanziare effettivamente l’economia reale (sottoscrizione in primario: OPS e AUCAP)».

Sono parole nette quelle pronunciate dall’onorevole della Lega Giulio Centemero, capogruppo in Commissione Finanze, in merito ad alcuni servizi apparsi ieri su alcuni organi di stampa riguardo l’efficacia dei nuovi PIR (Piani individuali di risparmio) e, in particolare, sulle ultime novità in materia introdotte dalla Legge di Bilancio e valide dal primo gennaio. «In uno degli anni peggiori delle Borse mondiali, l’indice AIM ITALIA nel 2018 è stato uno dei migliori – ha rimarcato Centemero – In particolare l’indice delle società STAR (a media capitalizzazione) dove sono confluiti buona parte dei cosiddetti “vecchi PIR” ha fatto registrare una performance negativa superiore del 40% circa rispetto all’indice AIM (piccole capitalizzazioni). Questo perché è stato fortemente influenzato dalle vendite da parte degli investitori esteri. La nuova norma, invece, incentiva maggiori investimenti dei fondi PIR anche verso le piccole società che rappresentano il primo sbocco occupazionale del nostro Paese. Strumenti simili e ben più consistenti in termini di impegno all’investimento, sono presenti in Francia, Germania e Gran Bretagna. Inoltre una buona parte dei fondi PIR non ha investito in azioni ma in obbligazioni e quindi il 3,5% di nuovi pir investiti sui sistemi multilaterali di negoziazione (tra cui il maggiore è AIM) è una quota estremamente ridotta della raccolta totale. Considerato che il limite annuo di investimento nei PIR è di 30mila Euro a persona, la quota massima pro capite annua che andrebbe sui sistemi multilaterali di negoziazione è di 1.050 Euro solo per fare un esempio. Quindi ancora una volta non si mette a rischio il risparmio degli italiani».

Infine Centemero rimarca un altro aspetto che ha spinto il Governo ad apportare delle modifiche alla norma. «La raccolta sui fondi PIR nel 2018 è calata del 70% circa rispetto al 2017. Grazie alle nuove previsioni introdotte con la legge di bilancio (che – ricorda Centemero – hanno efficacia solo per i piani sottoscritti dopo il primo gennaio 2019) si vuole risvegliare l’interesse per questa tipologia di fondi, con l’obiettivo di avvicinare il risparmio degli italiani all’economia reale, a beneficio di occupazione e crescita dell’intero sistema paese. Lo Stato concede un incentivo fiscale rispetto a tale strumento ed è corretto che a fronte dello stesso si investano i soldi dei piccoli risparmiatori italiani sull’economia reale, diminuendo la volatilità, creando un ritorno anche sociale per i risparmiatori stessi e aiutando le nostre PMI a emanciparsi dal debito favorendo il capital equity.”

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Italian Economy is stronger than the French one. Our regional structure makes the difference.

Last Sunday I had a connecting flight in Brussels and got a copy of Saturday’s 5th January “L’Echo”, the Belgian French speaking most popular financial newspaper.

One article caught my attention. In particular Geert Noels, economist and founder at the investment firm Econopolis, compares the current situation in France to the Italian one.

Yellow Vests’ protests pushed France to put its reforms on the shelves. At the same time Germany thinks to solve the problems of a “too big to fail bank” creating another bank, a bigger one. The ECB bought some time investing 3’000 billions Euro in debts acquisition. But now we are in a cul de sac with only a way out called: structural reforms.” Mr. Noels write.

He adds “French economy is the big sick of Europe. The Country has the highest tax pressure in the Eurozone, competitiveness lowered, public finances are unstable. In order to satisfy the “Gilet Jaunes” the public deficit will increase up to 3.5% of the GDP in 2019, a number that doesn’t take into consideration the deterioration of the economic conjuncture.”

While German and French economies were comparable about 15 years ago the differences raised without anyone paying attention because the EU institution were focusing on more sick (?) member countries like Greece and Italy.

“While Italian economy faces structural problems, especially in the South, it also has some hidden assets that France doesn’t have. E.g. Italy has a lower ratio of private indebtedness, a significant ratio of savings, a surplus of the current account and a more solid manufacturing industry. The problem of Italy is more the force of the Euro than, the often highlighted, public Debt.

If we don’t take into account Paris, France has an incredibly low per capita GDP. The Hexagon is organized in a centralized way while Italy is decentralized, thing that makes a huge difference in the disruptive times we are living these days. The average Italian citizen can adapt his habits if necessary bypassing the State while the average French citizen waits for Paris instructions.”

In a nutshell the Belgian economist says that our multilevel governance, structured around our Regions (e.g. Lombardy) has a positive impact for the Economy.

Within the possibilities of the “Titolo V”, i.e. articles 114 and on of our Constituion, a number of powers can be either assigned to the central government or to the Regions.

Regions Veneto and Lombardy (both with League’s governments) held referenda last year to avocate more powers and the president of Emilia Romagna (Democratic Party) asked the government for the same requests.

The Minister of Regional Affairs, Ms Stefani, is ready to submit the agreements drafted with regions Veneto and Lombardy (Emilia Romagna’s one is still in process) to the Prime Minister in order to start the procedure.

It is very likely that other regions, in the South Puglia showed already some interests, will follow this path.

More autonomy for the regions would generate an healthy competition among territories, creating more value and providing more financial stability.

Institutional architectures like the ones of Switzerland and USA are for sure more efficient than the centralized ones and the Italian government seems to understand that.

Autonomy is our structural reform.

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Stimolo alla crescita: 400 milioni e più su AIM, PMI e StartUp

Con l’emendamento a mia prima firma si assicurano sempre più risorse alle piccole e medie imprese, la spina dorsale dell’economia italiana.

Ieri l’altro l’emendamento alla Legge di Bilancio è stato approvato in commissione Bilancio alla Camera dei Deputati. In particolare viene modificata la disciplina dei Piani di risparmio a lungo termine (PIR) per introdurre un altro vincolo di destinazione dei relativi investimenti effettuati. Attraverso l’emendamento le somme o i valori destinati nel Pir devono essere investiti per almeno il 3 per cento del valore complessivo in strumenti finanziari non negoziati nei mercati regolamentari o nei sistemi multilaterali di negoziazione (Bond Visione Europe, ExtraMOT, AIM Italia, Mercato SeDeX solo per fare qualche esempio) di piccole e medie imprese, oltre al 70 per cento già vincolato in base alla normativa attualmente vigente.

Se si considera che la raccolta Pir nel solo 2017 è stata di circa 12,6 miliardi, questo significa almeno 400 se non 500 o 600 milioni a pmi e Start Up per crescere.

E’ un’ottima notizia per tutto l’ecosistema, in particolare per l’imprenditoria giovanile e le StartUp che rappresentano un settore strategico per la crescita economica, sociale e occupazionale del nostro Paese. Per questo l’impegno della Lega è di favorire il più possibile gli investimenti in imprese giovani, innovative e tecnologiche perché questo vuol dire scommettere sul futuro e credere nel valore inespresso delle nuove generazioni.