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Dalla Silicon Valley a Milano: Founder Institute si presenta l’8 marzo.

 

E’ previsto per giovedì 8 marzo il lancio del Chapter milanese del Founder Institute.

L’incubatore americano, fondato da Adeo Ressi a Palo Alto nel 2009, aprirà i battenti infatti anche a Milano con un programma di accelerazione.

Il programma dura quattordici settimane ed è rivolto a futuri imprenditori con un’idea da sviluppare.

Lo stesso affronterà diverse tematiche, la prima sarà quella del fundraising a cui sarà dedicata proprio la serata del 8 marzo.

Ne parleranno: Emil Abi Rascid, giornalista e fondatore di StartUp Business; Milena Prisco, senior associate dello studio legale CBA; Giuseppe Donvito, partner del Venture Capital P101 Ventures; Maria Matloub, Designer presso Deloitte Digital; Peter Lazou, Creative Venture Builder.

Alla fine delle quattordici settimane nessuna tesi di laurea ma ogni idea si sarà trasformata in una società operativa. Si pensi infatti che grazie al programma dal 2009 a oggi sono state create più di 2700 imprese, con un tasso di sopravvivenza del 72% e un valore di portfolio stimato di circa 72 miliardi di dollari.

L’appuntamento è dunque per giovedì 8 marzo alle 19:00 presso lo Spazio Innovazione di via Cerva 25, questo è il link per iscriversi:

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Snòrider un jour, snòrider toujours

 

Non andavo a surfare da anni.

Lo confesso, quando Sarin (mia moglie) mi ha proposto di passare qualche giorno a Ponte di Legno con sua mamma, i suoi fratelli e i miei genitori ho provato sensazioni contrastanti: da un lato felicità e dall’altro ansia da prestazione.

Felicità perché i miei mi misero gli sci ai piedi a tre anni e dall’età di 18 anni entrai a pieno titolo nella crew degli Snòriders.

Ansia da prestazione perché l’ultimo ski pass che ho ritrovato nella mia giacca datava 2012, e temevo che i cinque anni di stop mi avrebbero fatto completamente dimenticare la tecnica.

Dal corso domenicale con il Club Escursionisti Arcoresi a Lizzola (il maestro, Cesare Pisoni, sarebbe diventato più tardi CT della nazionale di Snowboard) al Nazca summer camp di Tignes, dal Alpine al Freestyle passando al Freeride.

I Novanta erano anni di sperimentazione e di ottimismo.

Avevo smesso di guardare Red Ronnie su Video Music per seguire Davina McCall su MTV e sempre su MTV Jamiroquai o Seal alimentavano il dibattito: Freestyle o Alpine?

La colonna sonora delle mie surfate però non è mai stata Virtual Insanity o Kissed by a rose… Scelsi Even Flow dei Pearl Jam e Lord of the boards dei Guano Apes per il tragitto da casa alla piste e 1979 (il mio anno di nascita) degli Smashing Pumpkins come soundtrack del percorso a ritroso.

La musica e il mood mi hanno sempre portato alla neve fresca. Freestyle e Backcountry.

E’ strano come un oggetto possa significare tanto, come la bicicletta per l’emancipazione femminile.

Oggi rientro da tre giornate di Snò su una fresca favolosa, e già penso alla prossima uscita ripromettendomi: mai più ansia da prestazione. Non è una gara. E’ sentirsi liberi, è quella scia sulla neve fresca. Il suono del silenzio. Le Alpi. Il caldo abbraccio della neve.

Shakedown 1979, cool kids never have the time…