Buona domenica a tutti!

Sto passando il weekend a preparare la camerata per il bebè che mia moglie e io avremo a dicembre.

E voi? State passando un buon fine settimana?

Martedì sono intervenuto alla Camera dopo che Conte ha riferito sul caso Retelit: tanti interrogativi sono rimasti irrisolti e gli ho dunque domandato:

 

  1. Chi gli abbia conferito formalmente l’incarico di redigere il parere su retelit? Si perché Conte ha dichiarato di non aver parlato con Mincione né con altri al vertice di fiber 4.0, e allora con chi? Non è strano che un ministro in pectore e professore universitario non conoscesse il committente di una consulenza per un nuovo cliente?
  2. Se gli sia stato conferito l’incarico quando era ministro in pectore del 5stelle o in altro momento.
  3. Perché abbia chiamato l’avvocato D’Angelo legale di Carige durante l’assemblea dell’istituto? Sembrerebbe inusuale da parte di un presidente del consiglio, o no?
  4. Perché abbia mentito dicendo che quando firmò il parere non si aspettava da lì a 15 giorni di andare a Palazzo Chigi come padrone di casa? Diverse fonti di Stampa riportano infatti che prima del 14 maggio avesse avuto contatti diretti coi leader dei due allora partiti di governo.

 

Poi ci sono alcuni aspetti su cui mi sono soffermato.

 

In primis sull’andamento delle azioni di retelit e i volumi scambiati sul listino; l’avvocato Conte firma il parere il 14 maggio e il 16 i volumi cominciano a impennarsi raggiungendo un picco a fine maggio, rimanendo sostenuti subito dopo l’incarico al primo ministro Conte.

Coincidenze? Può darsi.

 

Inoltre ho evidenziato la troppa enfasi rispetto all’assenza fisica del primo ministro dal cdm che si è espresso sull’attivazione del Golden power relativo a retelit, andrebbe a mio avviso fatto notare che l’illustrazione era di competenza MISE, quindi del capo politico del partito del primo ministro e sottolineo che andrebbero analizzate la precedente istruttoria e la successiva esecuzione contestualmente alle parti coinvolte nelle stesse.

 

Ieri in un’intervista al quotidiano la Verità l’ex Ministro Centinaio ha rilevato il fatto che i ministri presenti al Consiglio che ha deliberato rispetto al Golden Power Retelit non erano stati informati rispetto al possibile conflitto di interessi del presidente del Consiglio: una decisione è stata presa senza tutti gli elementi necessari.

Durante la settimana inoltre un articolo del Corriere riporta che Mincione abbia dapprima ottenuto un parere negativo da parte dello studio legale Gianni Orrigoni Grippo, uno dei più importanti in Italia, e uno dei suoi collaboratori si sia infine rivolta all’avvocato Conte che ha rilasciato parere positivo all’applicabilità del Golden Power al caso specifico.

Questo caso insieme al disastro ILVA stanno minando la nostra credibilità internazionale, proprio in un momento in cui gli investitori stanno tornando a guardare all’Europa con più interesse.

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