Oggi in Commissione Finanze alla Camera abbiamo fatto un passo in più per l’innovazione, il sostegno alle start-up, e le agevolazioni per rendere il nostro Paese sempre più attrattivo per gli investitori esteri e generatore di nuove imprese.

Le misure che con il gruppo Lega ho sostenuto negli emendamenti alla Legge di Bilancio approvati oggi in Commissione Finanze vanno in quella direzione. Gli stessi contengono una serie di misure migliorative per rendere il nostro un Paese da una parte sempre più moderno, stimolando la nascita e lo sviluppo di imprese all’avanguardia, dall’altra più appetibile per i capitali esteri. Con l’emendamento sulle start-up si stabilisce che l’obbligo di iscrizione alla gestione assicurativa di coloro che esercitano attività commerciali è escluso per i soci delle società a responsabilità limitata che partecipano al lavoro aziendale in modo abituale per i primi cinque anni dalla costituzione delle medesime società e che le PMI innovative che investano in Start-up possano dedurne le perdite. Ma non solo. Perché per sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese è stata prevista la proroga del superammortamento che stabilisce per chi effettua investimenti in beni immateriali strumentali nuovi fino a 516 euro fino al 31 dicembre 2019 una «maggiorazione» del costo del 50 per cento ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria. Infine il capitolo «patent box», la tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’utilizzo di taluni beni immateriali: nell’emendamento presentato è previsto lo snellimento delle procedure di richiesta dell’agevolazione.

Come ho dichiarato alla stampa l’obiettivo è favorire la proprietà intellettuale quale driver di sviluppo economico come avvenuto in realtà di successo quali la Silicon Valley, la Svizzera e Israele, realtà che per noi devono rappresentare un modello di riferimento. Da qui anche la necessità di favorire la nascita di start-up e, in particolare, di start-up innovative, in grado di sviluppare le filiere in un’ottica soprattutto del Corporate Venture Capital.

Questa è un’aspirazione capace di superare le barriere politiche tanto che come capogruppo della Lega in commissione ho deciso di sostenere un emendamento del Pd con primo firmatario l’onorevole Fregolent che mira a favorire il flusso di capitali esteri verso l’Italia, con un occhio di riguardo alle PMI e ai “multilateral trading facility” come il mercato AIM e il crowdfunding. Ho deciso di sostenerlo perché va incontro a quella che è una priorità: la tutela e lo sviluppo delle piccole e medie imprese, la spina dorsale della nostra economia e della nostra società. Innovazione, start-up italiane e capacità di attirare capitali dall’estero: sono questi i principi sui quali mi sto battendo.

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